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Facebook mappa l’intera popolazione dell’Africa

Grazie all'intelligenza artificiale Facebook è in grado di sapere dove vivono esattamente 1,3 miliardi di africani, con una precisione al metro.

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Facebook ha una mappa dell’intera popolazione africana: mostra esattamente dove vivono 1,3 miliardi di persone in Africa, con una precisione al metro. Queste informazioni potrebbero aiutare i governi locali o le organizzazioni umanitarie, creata usando immagini satellitari attraverso l’intelligenza artificiale, dotata di modello di apprendimento automatico.

Non sono certo un mistero le informazioni su dove le persone vivono, ma in questo caso la precisione conta. Si sa ad esempio che un milione di persone vivono in una specifica regione, ma sono dati comunque vaghi. Si possono dunque ispezionare le immagini satellitari per individuare i luoghi in cui si trovano piccoli villaggi o comunità isolate. In questo caso il problema è che l’Africa è molto grande, quindi trarre informazioni precise anche su un singolo paese di medie dimensioni come il Gabon richiederebbe molto tempo e un grande sforzo.

Nel caso di coordinamento dei soccorsi per rispondere celermente a un disastro naturale significherebbe perdere delle vite. Il progetto di Facebook chiamato “Population Density Maps” ha già mappato diverse nazioni negli ultimi tre anni, ora lo fa con l’intero continente africano. Il social dice che i dati saranno utilizzati per le operazioni umanitarie: rilascerà gratuitamente queste mappe alle associazioni o enti di soccorso in caso di calamità naturali. Il progetto va quindi avanti da anni e ha coinvolto esperti, ingegneri e tecnologie avanzate: Facebook ha usato i dati del sistema open source OpenStreetMap per riuscire ad insegnare all’intelligenza artificiale come leggere le immagini satellitari.

In ogni caso questi dati sono oro per un futuro in cui tutta l’Africa riuscirà a connettersi al web. Alcuni pensano che Facebook possa utilizzarli per individuare le aree africane con poca connettività, sono ancora parecchie, per poter poi “sparare” un fascio di laser per consentire a tutti di connettersi. Un ennesimo modo per inseguire il prossimo miliardo di utenti.