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Facebook spiega meglio come vende dati a terzi

Facebook ha ceduto alla richiesta della Commissione europea e cambia i termini di servizio, ora dice chiaramente che il social è gratis in cambio dei dati.

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Facebook ha accolto la richiesta di maggiore trasparenza da parte della Commissione Europea e cambia i termini di e le condizioni di servizio. Qui ora scrive, nero su bianco e in un linguaggio più semplificato, che sostanzialmente offre un servizio gratuito in cambio dell’accordo con gli utenti a condividere i propri dati, spiegando quali sono le informazioni personali vendute a terzi.

In questo modo si rende più trasparente il suo modello di business, annuncia la stessa Commissione Europea e l’Autorità a tutela dei consumatori. Il social network ha quindi accettato di modificare i termini, chiarendo in che modo i dati vengono profilati e poi venduti agli inserzionisti, questo chiaramente per generare una pubblicità più mirata possibile.

Insomma gli utenti che si iscrivono a Facebook accettano di mettere a disposizione i propri dati in cambio di un servizio gratuito e ora la stessa azienda lo spiega nei termini in maniera più semplice. La commissaria europea alla giustizia Vera Jourová si è detta soddisfatta dell’accordo:

Facebook ha dimostrato finalmente l’impegno per una maggiore trasparenza e un linguaggio diretto nei termini di utilizzo. Una società che vuole ripristinare la fiducia dei consumatori dopo lo scandalo di Facebook / Cambridge Analytica non dovrebbe nascondersi dietro un complicato gergo legalistico su come sta facendo miliardi sui dati delle persone. Ora gli utenti potranno capire chiaramente che i loro dati vengono utilizzati dal social network per vendere annunci mirati.

Inoltre nei termini aggiornati c’è anche la procedura per cancellare il profilo (anche se ci sono testimonianze che Facebook traccia anche gli utenti inattivi). In ogni caso il social network sta cercando in tutti i modi di riconquistare la fiducia degli utenti, anche se settimanalmente emergono nuovi problemi di privacy legati alla piattaforma.

Fonte: Commissione Europea • Immagine: TheDigitalArtist CC0