QR code per la pagina originale

Facebook è monopolio, il co-fondatore all’attacco

Per Chris Hughes Facebook ha troppo potere, le autorità dovrebbero quindi intervenire per separare la società da WhatsApp e Instagram.

,

Facebook è sostanzialmente un monopolio, ha troppo potere e questo è anti-americano: è ciò che pensa Chris Hughes, colui che 15 anni fa ha aiutato Mark Zuckerberg a fondare la piattaforma ad Harvard. In un articolo apparso sul New York Times ha scritto che la Federal Trade Commission dovrebbe scorporare la società e separarla dalle importanti acquisizioni che ha fatto negli ultimi anni, cioè WhatsApp e Instagram.

Questo per creare più competizione nel mercato dei social media e delle app di messaggistica. Hughes sostiene che Facebook ha limitato la concorrenza e frenato l’innovazione: è praticamente impossibile per gli utenti passare a un social network alternativo perché non esistono concorrenti seri. Inoltre nessun nuovo social network è stato lanciato dal 2011 e l’84% della spesa per gli annunci sui social media va direttamente a Facebook. Hughes cita anche un precedente: la separazione da parte di FTC di AT&T negli anni ’80.

I problemi di Facebook sono oltre quelli economici: per Hughes gli algoritmi del News Feed dettano i contenuti che milioni di persone vedono ogni giorno. Le sue regole sui contenuti definiscono ciò che conta, tra cui ci sono anche discorsi di incitamento all’odio e soprattutto non vi è una supervisione democratica di questi processi. La proprietà di Zuckerberg della maggior parte delle azioni di Facebook significa che non ci sono controlli interni sul suo potere: non c’è quindi nessuna agenzia governativa che si occupi di supervisionare un’azienda così grande come Facebook. L’attacco è senza peli sulla lingua:

L’influenza di Mark è sbalorditiva, ben oltre quella di chiunque altro nel settore privato o nel governo. Gestisce le tre piattaforme di comunicazione principali: Facebook, Instagram e WhatsApp, che miliardi di persone utilizzano ogni giorno. Solo Mark può decidere come configurare gli algoritmi di Facebook per determinare ciò che le persone vedono nei loro feed di notizie, quali impostazioni di privacy possono utilizzare e anche quali messaggi vengono consegnati. Stabilisce le regole su come distinguere il discorso violento da quello semplicemente offensivo e può scegliere di chiudere un concorrente acquisendolo, bloccandolo o copiandolo. Mark è una persona buona e gentile, ma sono arrabbiato perché il suo interesse per la crescita lo ha portato a sacrificare sicurezza e civiltà per i click.

Oltre alla proposta di dividere la società, il co-fondatore di Facebook ha richiesto l’istituzione di una agenzia governativa che regoli sulle compagnie tecnologiche come Facebook. Questo per proteggere la privacy degli utenti, ma anche per dettare delle linee guida sull’operato di Facebook, similmente a quanto fatto dall’Europa con il GDPR.

Immagine: wikimedia