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Huawei perde anche i chip Qualcomm e Intel

Qualcomm, Intel, Broadcom, Xilinx e Micron hanno sospeso la fornitura dei chip a Huawei, in seguito all'ordine esecutivo emesso dal governo statunitense.

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In seguito all’ordine esecutivo firmato da Donald Trump, Google ha dovuto interrompere il supporto ai dispositivi Android di Huawei. Per lo stesso motivo anche altre aziende statunitensi non potranno più fornire i loro chip al produttore cinese. Ciò avrà sicuramente conseguenze sulle vendite di notebook e la realizzazione delle reti 5G.

Il ban imposto dal governo vieta accordi tra aziende statunitensi e Huawei, per cui non è consentito vendere componenti hardware e software al produttore cinese senza il permesso del Dipartimento del Commercio. I principali chipmaker degli Stati Uniti, tra cui Qualcomm, Intel, Broadcom, Xilinx e Micron, hanno sospeso le forniture dei loro chip. Per quanto riguarda gli smartphone e i tablet di fascia alta non ci saranno conseguenze, in quanto Huawei utilizza i processori Kirin realizzati dalla sua controllata HiSilicon, oltre al modem 5G (Balong 5000). I SoC Qualcomm sono invece presenti in diversi modelli di fascia media e bassa.

Intel fornisce invece i processori Core per notebook e server. Micron vende a Huawei i suoi chip di memoria, mentre Broadcom e Xilinx forniscono vari componenti per le infrastrutture di rete. Secondo gli analisti, il produttore cinese è fortemente dipendente dalle aziende statunitensi e ciò potrebbe rallentare lo sviluppo della rete 5G in Cina (e forse anche in Europa).

Huawei ha dichiarato che avevano previsto questo giorno da molti anni. Il produttore cinese ha infatti speso oltre 11 miliardi di dollari per acquistare i chip delle aziende statunitensi in modo da avere scorte per almeno tre mesi. Nel frattempo Huawei spera di trovare un accordo con il governo statunitense per evitare un ban definitivo. La decisione dell’amministrazione Trump avrà conseguenze economiche per i chipmaker statunitensi, in quanto rischiano di perdere uno dei migliori clienti. Anche le aziende europee Infineon e ST Microelectronics potrebbero interrompere la fornitura dei loro chip.