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Facebook, chiuse 77 pagine “usate come armi”

Facebook continua a sospendere pagine utilizzate per diffondere fake news in vista delle elezioni europee, ma è solo la punta dell'icerberg.

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Continua la battaglia di Facebook contro le fake news, un virus che si propaga da anni sulla piattaforma e che infetta la capacità decisionale degli elettori. Già l’Europa ha bacchettato più volte il colosso americano per il poco controllo, tanto che Facebook ha istituito una vera e propria “war room” per combattere questo fenomeno. Dopo la chiusura di decine di pagine in Italia, tra cui molte sostenitrici di Lega e MoVimento 5 Stelle, la società ha diramato i dati riguardo la campagna di “pulizia” a livello internazionale.

Sono state chiuse 77 pagine e 230 account tra Germania, Francia, Regno Unito, Italia, Spagna e Polonia, su segnalazione della Ong internazionale Avaaz. L’organizzazione parla di pagine e account “utilizzate come armi” dai partiti e gruppi di estrema destra anti-Ue, che diffondevano fake news per influenzare l’opinione pubblica. La rete era seguita in totale da 32 milioni di persone e generato 67 milioni di interazioni come commenti, Mi Piace e condivisioni solo negli ultimi tre mesi. Purtroppo questa fitta rete di pagine e gruppi rappresenta solo la punta dell’iceberg, in totale le pagine sospette sono più di 500.

I risultati sono incredibili: le reti di disinformazione che operano su Facebook hanno avuto più interazioni (13 milioni) negli ultimi tre mesi rispetto alle principali pagine di partito della Lega, AfD, VOX, Brexit Party, Rassemblement National e PiS combinate (9 milioni).

L’investigazione di Avaaz ha identificato poi in Italia 14 network che violano le regole di Facebook, che includono 104 pagine e 8 gruppi, per un totale che supera i 18 milioni di follower e 23 milioni di interazioni negli ultimi tre mesi. Per Luca Nicotra, senior campaigner di Avaaz, molte sono ancora attive, ma in ogni caso il report mostra per la prima volta l’enorme disinformazione che sta colpendo l’Europa in vista del voto.

In ogni caso si tratta di un’indagine ancora in corso: tutti i dati possono essere visionati a questo indirizzo.