QR code per la pagina originale

Amazon contro Microsoft per commessa del Pentagono

Amazon prepara un ricorso per la maxi commessa attribuita dal Pentagono a Microsoft sul cloud; sullo sfondo il sospetto dell'ingerenza di Trump.

,

Amazon non accetta la decisione del Pentagono di affidare a Microsoft una maxi commessa sul cloud del valore di oltre 10 miliardi di dollari. La società di Jeff Bezos fa riferimento al contratto Jedi della durata di 10 anni che vedrà Microsoft impegnata a fornire diversi servizi basati sul cloud come l’archiviazione dei dati, l’elaborazione remota dei dati e tanto altro ancora. Un contratto che ha segnato una vittoria della società guidata da Satya Nadella nei confronti di quella di Jeff Bezos.

Amazon con la sua divisione Amazon Web Services è uno dei principali attori del settore cloud e quindi appare evidente che possa aver mal digerito la scelta del Pentagono. Ma in questo caso c’è qualcosa di più. Secondo Amazon, diversi aspetti che hanno portato alla scelta di Microsoft avrebbero delle lacune evidenti e presenterebbero anche errori ed evidenti pregiudizi. Del resto, la divisione cloud di Amazon già opera con il Governo su diversi fronti e quindi disporrebbe, secondo la società, di tutta l’esperienza necessaria per offrire all’esercito americano tutto quello di cui ha bisogno in ambito tecnologico.

Amazon sostiene, infatti, che l’assegnazione debba essere fatta in maniera obiettiva e senza alcuna influenza politica. Ed è proprio il tema dell’influenza politica il vero baricentro della questione. Sembra, infatti, che il presidente Trump sia intervenuto direttamente per sfavorire Amazon per non fargli assegnare la commessa. Un modo per fare una sorta di “sgarbo” a Bezos visto che tra i due non corre buon sangue.

Ma secondo il segretario alla Difesa Usa, Mark Esper, il contratto sarebbe stato assegnato in modo assolutamente corretto e senza alcuna influenza esterna. Un contenzioso che sicuramente farà parlare ancora a lungo.