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Modem libero: Assoprovider scrive a Mattarella

A causa del mancato rispetto della delibera AGCOM sul modem libero, Assoprovider ha chiesto l'intervento del Presidente della Repubblica.

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Assoprovider ha presentato un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in quanto alcuni operatori telefonici non rispettano le normative in vigore sul cosiddetto modem libero, nonostante la recente sentenza del TAR del Lazio che ha respinto i ricorsi di TIM e Wind Tre. In pratica agli utenti viene ancora vietata la possibilità di restituire il modem, senza pagare le rate residue.

La vicenda è sicuramente nota agli utenti che hanno sottoscritto un abbonamento ai servizi di connettività Internet degli operatori telefonici italiani. Il Regolamento UE 2015/2120, recepito in Italia nel 2018 con l’intervento della famosa delibera AGCOM 348/18CONS, permette di utilizzare un modem alternativo a quello incluso nell’offerta, quasi sempre fornito in vendita abbinata con pagamento rateale mensile. Il TAR del Lazio ha dichiarato inammissibili i ricorsi di TIM e Wind Tre, confermando la validità della delibera AGCOM. Gli utenti possono quindi chiedere il passaggio ad un offerta con modem gratuito oppure recedere dal contratto, restituendo il modem senza il pagamento delle rate residue e delle spese di recesso.

Assoprovider ha verificato che alcuni operatori telefonici continuano a chiedere il pagamento del modem, impedendo la libera scelta da parte degli utenti. Per questo motivo, l’associazione ha chiesto l’intervento del Presidente della Repubblica attraverso il ricorso straordinario, chiamando in causa anche la Presidenza del Consiglio, il Ministero del Sviluppo Economico e la stessa AGCOM che avrebbe dovuto vigilare sul recepimento del regolamento comunitario.

Dino Bortolotto, Presidente di Assoprovider, ha dichiarato:

Il ricorso straordinario al Capo dello Stato costituisce parte di una più generale strategia di Assoprovider, e di altri soggetti con i quali sono state avviate apposite interlocuzioni, diretta a porre l’attenzione sui diritti dei cittadini e delle imprese nel settore delle comunicazioni elettroniche, che comprende anche una stretta vigilanza sugli atti pubblici relativi all’assegnazione delle risorse in materia di banda larga.

A tutt’oggi nessun operatore telefonico ha comunicato le modalità di restituzione del modem né quelle per il passaggio ad un’offerta equivalente con modem gratuito. Qualche utente ha provato a chiedere il rispetto della delibera AGCOM e della sentenza del TAR, ricevendo risposta negativa. Alcuni operatori affermano inoltre che la libertà di scelta del modem riguarda solo i nuovi contratti. Peccato che l’art. 5 della delibera AGCOM parli esplicitamente di “contratti in essere“.