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Cos’è la musica in 8D e perché non è una novità

Complice l’emergenza che tiene tutti chiusi in casa, stanno girando su WhatsApp canzoni in 8D: cosa sono e quando è nata questa musica

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Complice l’isolamento imposto dall’emergenza in atto, sono aumentati i flussi di file attraverso le app di messaggistica e in paricolare su WhatsApp stanno girando tanta musica in 8D. Cosa hanno in particolare queste canzoni in 8D che promettono un’esperienza sonora mai sperimentata prima purché si utilizzino gli auricolari? Per chi non avesse ancora ricevuto via chat alcun brano, può subito recuperare facendo una banale ricerca su YouTube per vedersi aprire davanti un mondo: dalle colonne sonore dei film di Hollywood (Star Wars, Avengers, giusto per fare qualche esempio) alle hit di Imagine Dragons, Pink Floyd, Queen e chi più ne ha più ne metta. Qualche gruppo emergente ne ha approfittato addirittura per realizzare cover che, approfittando dell’effetto “novità”, hanno aumentato a dismisura la loro popolarità.

La musica 8D basata sul “Panning”

Avviando una canzone 8D l’impressione immediata che si ha è quella che si venga avvolti dalla musica e che addirittura i suoni si propaghino all’esterno degli stessi auricolari. Non tutti i brani, però, riescono a dare lo stesso effetto, per prima cosa perché si tratta di una manipolazione digitale del file audio, un qualcosa che seppur utilizzando una tecnica diversa ricorda molto l’effetto “surround”, che distribuisce il suono da un diffusore all’altro. Nello specifico la tecnica usata per la musica 8D si basa sul concetto di “Panning”, ovvero la distribuzione direzionale dei suoni, solo che a differenza dell’effetto surround qui si muovono liberamente e in maniera indipendente dai diffusori.

Nulla di strettamente nuovo quindi, anche perché la musica 8D è già finita in passato sulla cresta dell’onda. Se n’è iniziato a parlare addirittura negli anni ’70, quando direzionando i microfoni si otteneva il cosiddetto formato Ambisonics, mentre nell’estate del 2018 le canzoni 8D si sono diffuse soprattutto attraverso alcune community legate al rap. Non c’è una nuova “arte” insomma, ma come dicevamo un intervento digitale a posteriori su un brano che manipolando l’onda sonora impedisce al cervello di identificare la provenienza del suono. Ascoltando musica 8D l’impressione che si ha appunto è che il suono ondeggi tra l’auricolare destro e quello sinistro, ma anche dall’alto verso il basso, dandoci la sensazione che ci circondi e che addirittura esca dai diffusori verso l’ambiente esterno.

Canzoni 8D: puoi farle anche tu

Chiunque abbia un po’ di dimestichezza con programmi di editing audio come Audacity, dunque, può creare i propri brani 8D in casa servendosi del plugin Ambeo Orbit di Sennheiser. L’effetto non è garantito, perché la manipolazione non avviene allo stesso modo su qualunque canzone e il risultato potrebbe non essere così “avvolgente”.

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