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Gli Uffizi sono ora visitabili in realtà virtuale

Attraverso computer e smartphone, è adesso possibile visitare gratuitamente gli Uffizi di Firenze grazie alla realtà virtuale.

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La Galleria degli Uffizi può adesso essere visitata comodamente da casa e senza sborsare un euro grazie alla realtà virtuale. In questo periodo di quarantena a causa della pandemia da nuovo coronavirus, la tecnologia offre grandi possibilità agli appassionati di arte: basta accedere al sito ufficiale per iniziare un tour oltremodo realistico, che consente di accedere ad alcune delle sale più belle per ammirare i capolavori che gli Uffizi ospitano.

Attraverso il proprio computer o dispositivo mobile, dunque, l’utente ha la possibilità di godersi ben 10 stanze, tutte riprodotte fedelmente in ogni singolo dettaglio. La tecnologia all’avanguardia ha consentito infatti di osservare le sale contenenti le opere, 55 in totale, sia dall’alto (tramite visuale detta a “casa delle bambole”) o camminando virtualmente all’interno di esse. È consigliato partire dalla “sala delle Dinastie”, dove sono presenti i ritratti dei membri più importanti delle famiglie Medici di Firenze e Della Rovere di Urbino, per poi passare a un ambiente in cui è possibile ammirare alcune delle più famose opere del Bronzino, come la celebre Eleonora da Toledo, Lorenzo il Magnifico e il Duca Alessandro de’ Medici, dipinti da Giorgio Vasari, Cosimo il Vecchio e Cosimo I de’ Medici, del Pontormo, Eleonora Gonzaga e suo marito Francesco Maria I della Rovere di Tiziano.

È possibile poi passare alle sale verdi della pittura veneta del ‘500, in cui sono conservati dipinti come la Venere di Urbino e la Flora, entrambe di Tiziano, la Leda e il Cigno del Tintoretto, la “Fornarina” di Sebastiano del Piombo, il ritratto di Giuseppe da Porto con il figlio Adriano, e Venere e Mercurio del Veronese.

La ciliegina sulla torta degli Uffizi in realtà virtuale è data dalla sala che ospita La Nuda, di Licinio, dove è possibile affacciarsi alla finestra per godersi una suggestiva veduta di Firenze e dell’Arno, riprodotta minuziosamente (come è possibile notare nell’immagine qui sopra).