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Call of Duty: Black Ops Cold War, a caccia di spie

Call of Duty torna anche quest’anno su PC e console di attuale e nuova generazione con uno dei capitoli più interessanti dell’intera saga.

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La serie Call of Duty torna con un nuovo capitolo profondamente legato alle sue radici, ma non per questo privo di qualche interessante novità. In questo episodio Activision ha voluto puntare molto sulla campagna singolo giocatore, proponendone una più corposa e avvincente rispetto agli ultimi capitoli, ma senza trascurare le classiche modalità multigiocatore online, come le operazioni segrete, il free-to-play di Warzone e quella Zombi.

Call of Duty, operazioni segrete

La campagna di Cold War si svolge in piena Guerra Fredda, in un momento in cui la contrapposizione politica, ideologica e militare tra le due potenze principali emerse vincitrici dalla seconda guerra mondiale, ovverosia gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica, raggiunse uno dei suoi punti più critici, ed è strutturata attorno ad eventi storici realmente accaduti, rielaborati per supportare uno storytelling ricco di colpi di scena.

Nel gennaio del 1981, presso il Quartier Generale della CIA, il Presidente degli Stati Uniti viene informato della minaccia di un attacco imminente che metterà in pericolo gli equilibri del potere. Si dice che dietro ci sia il fantomatico agente sovietico Perseus. Una squadra Black Ops formata da Frank Woods, Alex Mason e Russell Adler viene incaricata di , e di infiltrarsi in una base aerea in Turchia per eliminare un bersaglio importante”

Da questo incipt parte un’avventura raccontata con piglio cinematografico grazie a una regia molto curata e a una grafica a dir poco sontuosa, che condurrà il giocatore attraverso una serie di scenari magistralmente ricostruiti come Berlino Est, il Vietnam, la Turchia e perfino il quartier generale sovietico del KGB. In alternativa alla campagna in singolo, il gioco propone in Cross-Play la divertente modalità cooperativa Zombi, dove bisogna abbattere legioni di non morti, e Warzone, l’esperienza online multiplayer gratuita che ha portato milioni di giocatori nel mondo immaginario di Verdansk.

Cosa ci ha convinto

Il comparto tecnologico, compreso il doppiaggio in italiano, al pari di una giocabilità che garantisce una discreta varietà di approccio alle missioni, grazie anche a delle mappe ben strutturate che si aprono in verticale. Interessanti le novità nel gameplay, come il bullet time in corrispondenza dei tiri con fucile di precisione, o le finisher differenti da distanza ravvicinata. Buono il gunplay, capace di donare maggiore equilibrio e profondità agli scontri, e renderli più divertenti: in questo senso è uno dei migliori Call of Duty di sempre.

Cosa non ci ha convinto

La campagna in singolo doveva essere il fiore all’occhiello della produzione, e per molti versi lo è: purtroppo però si rivela troppo breve rispetto alle promesse fatte dai tre sviluppatori, cioè Treyarch, Beenox e Raven Software. Il multiplayer non offre ancora mappe sufficienti e un netcode migliorabile non permette per il momento di godere appieno di Call of Duty: Warzone. Anche se a onor del vero c’è da dire che con l’uscita della Stagione 1 arriveranno tanti contenuti in tutte le modalità dell’esperienza Battle royale.

Video:Call of Duty: Black Ops 4, la beta del multiplayer