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Facebook condannato: copiata l’app italiana

Il Tribunale di Milano ha condannato Facebook a risarcire la software house italiana Business Competence con 3,8 milioni di euro

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Sembrava una lotta impari, come quella di Davide contro Golia, ma il Tribunale di Milano ha dato ragione a Business Competence e condannato Facebook. Si tratta di una sentenza storica, che giunge al culmine di una vertenza iniziata addirittura 8 anni fa da parte di una startup italiana specializzata nello sviluppo si software e app. Secondo quanto si legge nella sentenza emessa ieri, Facebook ha copiato un’applicazione di Business Competence che consentiva agli utenti di trovare negozi, ristoranti e altre attività commerciali nella propria area, sfruttando la geolocalizzazione. Ovviamente, si tratta solo della prima battaglia, di quella che si preannuncia come una guerra ancora lunga, perché il colosso fondato da Mark Zuckerberg, non ha intenzione di accettare passivamente.

L’app copiata da Facebook nel 2012

Tutto inizia nel 2012, quando Business Competence sviluppa un’applicazione da integrare in Facebook che consentiva alle attività commerciali di farsi conoscere sul social network e al contempo agli utenti di individuarle più facilmente. Pochi mesi dopo, però, la piattaforma lanciata una funzionalità praticamente identica e che di fatto distruggeva il business della società. La Corte d’Appello ha dunque stabilito che con la sua mossa, Facebook ha recato un danno a Business Competence, che in base ad una perizia d’ufficio ha calcolato il danno nella cifra 10 volte superiore a quanto era stato deciso in primo grado, ovvero  350mila euro. Di conseguenza, inclusi gli interessi, Zuckerberg dovrà versare nelle casse della società italiana 3,8 milioni di euro.

Ora ricorsi anche da altre startup?

“Siamo soddisfatti – dichiara Sara Colnago, amministratore delegato di Business Competence, a Tgcom24 – anche se è ancora presto per cantare vittoria. Abbiamo vinto una battaglia di una lunga guerra iniziata nel 2012 e siamo già contenti di essere sopravvissuti fin qui, nonostante un business stroncato sul nascere. In attesa che si concluda tutto l’iter legale – continua – siamo soddisfatti che l’azienda sia sopravvissuta a questo incidente di percorso e che non si sia fermata. Non è banale avere coraggio di rivendicare i propri diritti in un mercato sempre più attento ai clienti e all’innovazione e siamo felici oggi, con tempi cambiati rispetto al 2012, e profondamente proprio quest’anno di poter essere partner tecnologici di piccole e medie imprese per cogliere i vantaggi della digitalizzazione e dell’e-commerce”.

Si tratta di una sentenza che farà sicuramente giurisprudenza e di conseguenza potrebbe avviare una serie di ricorsi di altre piccole società che negli anni si sono viste copiare i propri servizi dai colossi del Web.

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