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Digital Tax, Draghi: “L’UE proceda entro metà 2021”

Il presidente del Consiglio ha anche sottolineato l'enorme opportunità offerta all’Italia dal programma Next Generation EU.

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Il presidente del Consiglio Mario Draghi si è detto fiducioso per una soluzione internazionale sulla web tax entro metà del 2021, magari in collaborazione con gli USA. Nel suo discorso al Senato, infatti, Draghi ha dichiarato che “il Consiglio europeo debba procedere verso una soluzione globale e consensuale sulla tassazione digitale internazionale entro metà 2021 nell’ambito dell’Ocse, e credo sia un apporto possibile grazie alla collaborazione con la nuova Amministrazione statunitense”.

Il presidente del Consiglio, in vista del Consiglio Europeo del 25 e 26 marzo, ha poi voluto sottolineare “l’enorme opportunità offerta all’Italia dal programma Next Generation EU, con il 20% dei fondi che riguarda proprio la trasformazione digitale. Ma lo sviluppo di questi settori non può prescindere dall’equa distribuzione dei proventi”. Insomma, il governo Draghi conferma di puntare molto sulla tecnologia e vuole renderla fondamentale in ogni settore grazie a provvedimenti ad hoc per il progresso digitale dell’Italia.

Digital Tax: la strategia dell’UE

Ieri, intanto, gli eurodeputati della Commissione affari economici e monetari hanno votato una risoluzione che chiede di aggiornare con urgenza la normativa fiscale internazionale, e quindi di definire una aliquota minima per la corporate tax. Il progetto di tassazione dei servizi digitali, che dovrebbe di fatto assicurare che le Big tech creino valore nei Paesi in cui generano i loro guadagni, subisce quindi un’ulteriore accelerata, anche per mettere pressione agli Stati Uniti per il ritiro della proposta di “safe harbor” e l’apertura a trattative globali.

Il messaggio è chiaro: se l’America di Joe Biden non dovesse collaborare, l’Unione Europea farà da sé. Il presidente di turno dell’Ecofin, il portoghese Joao Leao, ha in tal senso spiegato che la soluzione migliore sulla tassazione dei giganti del web resti sempre quella di trovare un consenso a livello globale, confermando però la volontà della UE di non perdere troppo tempo e di voler quindi procedere da sola, con una soluzione soltanto europea, “se non ci sarà un accordo all’Ocse”.

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