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Amazon: “Autisti costretti a urinare nelle bottiglie”

Amazon ha confessato che i dipendenti, soprattutto in questo periodo di pandemia, potrebbero aver dovuto urinare nelle bottiglie per non perdere tempo.

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I ritmi dei corrieri Amazon sono davvero serrati, questo è risaputo, e alcuni sostenevano che gli autisti non avessero neppure il tempo di andare al bagno tra una consegna e l’altra. Leggenda metropolitana o triste realtà? Ebbene, il colosso di Seattle ne ha dato conferma: in alcune circostanze, coloro che guidano i corrieri potrebbero infatti essere costretti a urinare nelle bottiglie per non perdere tempo con le consegne dei pacchi.

L’azienda di Jeff Bezos ha così ammesso:

Soprattutto durante questo periodo di pandemia da nuovo coronavirus, quando molti bagni pubblici erano chiusi, i nostri autisti potrebbero aver avuto problemi a trovare servizi pubblici.

La confessione di Amazon arriva in seguito ad alcuni tweet pubblicati da Mark Pocan, un membro democratico del Congresso degli Stati Uniti, che aveva sottolineato come “pagare i dipendenti 15 dollari all’ora non la rendesse una buona azienda se poi gli autisti dovessero essere costretti a fare la pipì nelle bottiglie di plastica”.

Se inizialmente il colosso dell’e-commerce aveva smentito la notizia, in seguito alle numerose pressioni della stampa americana Amazon ha poi deciso di ammettere che le voci corrispondevano alla realtà. Anche un po’ per giustificarsi, la società ha dichiarato che in un primo momento, durante la smentita, “non aveva tenuto conto degli autisti ma solo dei dipendenti nei centri di distribuzione”.

A proposito del gigante di Seattle, di recente si è parlato della sua forte crescita anche dalle nostre parti: basti pensare che da quando è sbarcata in Italia, l’azienda ha creato più di 9.500 posti di lavoro, dei quali 2.600 solo nel 2020.

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