LinkedIn, sottratti i dati di 500 milioni di profili

Sul dark web sono in vendita a pochi dollari circa 500 milioni di profili LinkedIn. In Italia, anche il Garante Privacy avvia un’istruttoria.

Continuano gli attacchi hacker ai principali social e siti internet. Oggi è il turno di LinkedIn finire al centro del mirino dei cyber-criminali: dal servizio di proprietà di Microsoft sono infatti stati sottratti i dati di 500 milioni di profili, poi rimessi in vendita nel dark web a 2 dollari, per un campione con circa 2 milioni di dati, e a 1.800 dollari per il database completo.

In Italia avviata un’istruttoria

Il caso è stato subito preso in visione dal Garante della Privacy italiano, che ha avviato un’istruttoria. L’Autorità, dopo il furto, avverte che l’utilizzo dei dati provenienti dalla violazione è illecito, e nel frattempo invita gli utenti a prestare particolare attenzione a possibili anomalie sui propri cellulari o account.

Tenuto conto del fatto che l’Italia è uno dei Paesi europei con il numero maggiore di iscritti alla piattaforma, l’Autorità richiama inoltre tutti gli utenti interessati dalla violazione alla necessità di prestare, nelle prossime settimane, particolare attenzione a eventuali anomalie connesse alla propria utenza telefonica e al proprio account.

Questi dati, infatti, secondo il Garante potrebbero essere utilizzati per una serie di condotte illecite, che vanno dalle chiamate e dai messaggi indesiderati, fino alle minacce gravi come le truffe online, il furto di identità o portare a fenomeni come il cosiddetto “SIM swapping”, una tecnica utilizzata per violare determinate tipologie di servizi online che usano il numero di cellulare come sistema di autenticazione.

In attesa di novità sulle indagini, il noto sito CyberNews ha intanto messo a disposizione di tutti gli interessati un apposito strumento utile a verificare se il proprio profilo LinkedIn sia stato o meno coinvolto nel furto di dati. Il tool si trova seguendo questo indirizzo: una volta aperta la pagina, basta poi inserire il proprio indirizzo e-mail associato al profilo per ricevere una risposta immediata. Nel caso la mail risultasse compromessa è consigliabile accedere a LinkedIn e cambiare immediatamente la password e tutto ciò che in qualche modo è correlato a esso.

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