Attacco hacker alla Regione Lazio: chiesto un riscatto?

L’attacco hacker contro il sistema informatico della Regione Lazio per “forza” e consistenza non ha precedenti in Italia.

Un pesante attacco hacker è in corso da molte ore nei confronti della Regione Lazio, il cui sito risulta down. Un attacco in grande stile, che mette a rischio i dati sensibili di milioni di cittadini vaccinati a Roma e nelle provincie, che potrebbero finire nelle mani dei pirati informatici e poi essere rivenduti nel dark web (e non solo). Secondo le prime indiscrezioni, infatti, i server laziali conterrebbero anche le informazioni personali di membri della classe dirigente, banchieri, imprenditori e agenti dei servizi segreti, oltre che ovviamente quella di comuni cittadini.

Gli eventi dell’attacco hacker


Proprio per l’importanza e la portata del tipo di attacco, che non ha precedenti in Italia, il governo ha contattato Washington per cercare una collaborazione nel tentativo di fermare l’operazione criminale, e cercare al contempo un modo per tutelare le persone che hanno affidato le proprie informazioni alla Regione, impedendo magari che eventuale materiale informativo già trafugato e raccolto dai pirati possa finire in mani sbagliate.

Il sistema della Regione Lazio sarebbe stato infettato da un trojan cryptolocker, una forma di ransomware infettante i sistemi Windows che consiste nel criptare i dati della vittima, richiedendo un pagamento per la decriptazione.

E in effetti, secondo alcune indiscrezioni riportate da Repubblica e da altri quotidiani italiani, gli hacker avrebbero richiesto un riscatto in bitcoin, anche se per eventuali conferme ufficiali bisognerà prima attendere l’esito delle prime indagini di cui si sta occupando la polizia postale. Intanto nella sede della Regione è arrivata in supporto ai tecnici locali, che lavorano contro il malware dall’inizio dell’attacco, domenica 1 agosto, una squadra di esperti del Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche.

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