SpaceX acquisisce una startup per ampliare la flotta di Starlink

Si chiama Swarm e opera nella fornitura di connettività a dispositivi IoT utilizzati in fattorie, piattaforme petrolifere e reti energetiche.

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SpaceX vuole aumentare la sua flotta di satelliti Starlink attraverso una nuova acquisizione. La scorsa settimana, infatti, la società aerospaziale di Elon Musk ha inviato una documentazione alla Federal Communications Commission dove dichiara di aver stipulato un accordo, il 16 luglio, per l’acquisto di Swarm, una startup californiana che lavora per fornire connettività Internet a basso costo attraverso piccoli “nano satelliti” orbitanti. L’agenzia governativa americana dovrà ora approvare la transazione e dare l’ok definitivo all’acquisto.

SpaceX espande la sua flotta satellitare

La documentazione presentata alla FCC in realtà non entra nei dettagli sul motivo per cui SpaceX stia acquistando la startup, ma visto che completando l’acquisizione l’azienda avrà accesso alla proprietà intellettuale e al team di ricerca di Swarm, è facile capirne le finalità. Esattamente come Starlink, anche Swarm ha lavorato per fornire connettività Wi-Fi satellitare alle regioni remote e rurali del globo.

Tuttavia, la startup si è concentrata sulla fornitura di connettività Internet a dispositivi IoT, come apparecchiature connesse a Internet utilizzate in fattorie, piattaforme petrolifere e reti energetiche.

La flotta di satelliti di Swarm è inoltre piuttosto piccola, pesa 0,8 libbre mentre e le sue dimensioni fisiche sono simili a quelle di un disco rigido del computer. La startup ha attualmente quasi 150 di questi satelliti in orbita, progettati semplicemente per trasmettere piccoli pacchetti di dati Internet ai dispositivi IoT per sensori, GPS e altri scopi di tracciamento. Nulla a che vedere con la rete satellitare a banda larga attualmente in grado di fornire velocità di download da 50 Mbps a 150 Mbps.

Tuttavia SpaceX potrebbe utilizzare Swarm con qualche modifica per proporre una qualche forma di servizio “minore”, così da ridurre i costi e semplificare la produzione di Starlink e offrire un prodotto più economico a certe fasce di clienti. E ancora, sfruttare le capacità e le tecnologie del team di sviluppo per potenziare e migliorare l’infrastruttura del servizio offerto dalla flotta principale.

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