Il WSJ attacca ancora Instagram: studia i giovani per fidelizzarli

Il WSJ rivela i piani di Instagram per studiare le abitudini dei teenager a fini commerciali. Facebook convocata in audizione al Senato USA.

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Altro che “ambiente positivo” per i giovani grazie alle iniziative adottate dalla piattaforma per tutelare i più deboli e i minori. Secondo il quadro dipinto dal solito Wall Street Journal, emergerebbe un’immagine un po’ fosca di Instagram per via della considerazione di cui godrebbero i teenager da chi è chiamato a gestirla. Da qualche settimana, come vi abbiamo puntualmente riportato, il noto quotidiano internazionale sta portando avanti un’inchiesta giornalistica su Facebook Inc. e sui servizi di sua proprietà, attraverso una serie di articoli basati su dei documenti interni forniti al giornale da un membro dell’azienda di Mark Zuckerberg. Si tratta di rapporti di ricerca, discussioni online tra i dipendenti e bozze di presentazioni al senior management, più altre comunicazioni aziendali.

Wall Street Journal-Instagram, continua lo scontro

In uno degli articoli pubblicati in questi giorni, che riportava proprio i dati di una ricerca interna al gruppo, il WSJ raccontava dell’impatto negativo dell’app Instagram sulla salute mentale dei giovani, e descriveva la piattaforma come un ambiente “tossico” per le adolescenti. Al pezzo aveva replicato l’azienda sostenendo che i dati erano stati riportati in modo sbagliato, e che dunque il giornale avrebbe dovuto “leggerli meglio e contestualizzarli”.

La risposta, affidata a Pratiti Raychoudhury, vicepresidente di Facebook e Capo del dipartimento di ricerca, era stata piuttosto chiara: “La nostra piattaforma non è tossica. La ricerca ha dimostrato che molti adolescenti ritengono invece che l’uso di Instagram li aiuta quando affrontano momenti difficili e problematiche tipiche di quell’età”. Ma il quotidiano newyorkese non ci sta e proprio oggi contrattacca con un nuovo articolo nel quale rincara la dose sull’argomento.

Facebook Inc. in audizione presso il Senato USA

Sulla base infatti sempre dei documenti interni di Facebook Inc. ottenuti dall’informatore, che tra l’altro ora il Wall Street Journal ha deciso in parte di rendere pubblici in formato Pdf a questo indirizzo, il colosso di Menlo Park non solo non avrebbe fatto molto per tutelare al meglio gli adolescenti e i bambini online dai contenuti dannosi, ma avrebbe addirittura formato un team per studiarne le abitudini sui suoi servizi di rete sociale, così da fidelizzarli verso prodotti creati e indirizzati a quel pubblico.

Gli stessi documenti sarebbero stati consegnati anche alla Commissione per il commercio, la scienza e i trasporti del Senato degli Stati Uniti, che presone atto, ha deciso di convocare Facebook Inc. per un’audizione che dovrebbe tenersi giovedì. L’udienza verterà proprio sugli effetti dei suoi prodotti (e delle sue piattaforme) sulla salute mentale dei giovani, e di altri elementi emersi grazie all’inchiesta del WSJ denominata The Facebook Files, come la raccolta di dati sui minori di 13 anni vietata dalle leggi federali sulla privacy.

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