Google News bannato dalla Russia per disinformazione

Anche l’aggregatore di notizie di Google finisce nella lista nera di Mosca. Motivo? Fake news contro il popolo russo e a favore degli ucraini.

Continua lo scontro tra la Russia e i media e i social network occidentali, accusati da Mosca di portare avanti una campagna di disinformazione nei confronti dell’impegno militare russo in Ucraina, e di alimentare pericolose forme di razzismo nei confronti del popolo e della cultura russa attraverso fake news e informazioni date al pubblico i in maniera unidirezionale. L’ultima a cadere vittima delle “attenzioni” del Roskomnadzor, l’entità deputata alla regolamentazione delle comunicazioni, è Google News.

Google News e le fake news anti-russe

Secondo quanto riportato dalla Tass, l’accesso al servizio web delle News del colosso di Mountain View è stato limitato sul territorio della Russia a causa della presenza di materiali contenenti informazioni inaffidabili sull’andamento dell’operazione militare speciale in Ucraina. L’autorità russa che regola le comunicazioni, il Roskomnadzor, ha annunciato in tal senso di aver preso questa decsione “sulla base della richiesta dell’Ufficio del procuratore generale russo”.

Da quando è scoppiata la guerra con l’Ucraina, Mosca ha accusato i colossi tech occidentali di diffondere fake news contro il governo di Putin, e quindi di oscurare l’informazione pro-Cremlino favorendo solo quella occidentale.

Secondo i russi, da Google a Meta, molte aziende adotterebbero una certa disparità di trattamento nel trattare l’argomento guerra, oltre che i loro protagonisti e le loro vittime. Situazione peggiorata, a detta sempre della Russia, negli ultimi tempi quando Meta in particolare avrebbe adottato un comportamento “ambiguo” nei confronti dei commenti dei suoi utenti nei riguardi di quanto sta avvenendo in Ucraina contro i cittadini russi.

Di fatto, dicono a Mosca, anche Google News tende a favorire contenuti anti-russi, favorendo delle vere e proprie campagne di odio verso il popolo ex-sovietico, mentre è pronto a censurare ogni argomento che possa mettere in cattiva luce le azioni dell’esercito ucraino e soprattutto dei reparti paramilitari neonazisti che lo appoggiano, come il tristemente famoso Battaglione Azov, da anni definito dall’UE )e non solo) come pericolosa organizzazione razzista e terrorista.

 

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