Accessibilità, la lezione della BBC

In occasione della Giornata Mondiale dell'Usabilità, il sito della TV pubblica inglese si arricchisce di un'utilissima risorsa per gli utenti disabili.
Accessibilità, la lezione della BBC
In occasione della Giornata Mondiale dell'Usabilità, il sito della TV pubblica inglese si arricchisce di un'utilissima risorsa per gli utenti disabili.

Il 3 novembre scorso ha avuto luogo la Giornata
Mondiale dell’Usabilità
. In molti paesi (tra cui l’Italia) è
stata l’occasione per riflettere ancora una volta sullo stato dell’arte e sulle
questioni aperte della disciplina. Non sono mancate in questo contesto le discussioni
su un altro tema cruciale, quello dell’accessibilità dei siti web.
Tra gli innumerevoli e interessanti spunti di riflessione emersi dai meeting svoltisi
nei vari paesi del mondo e le tante iniziative messe in atto per l’occasione,
ci piace segnalare quella della BBC.

Non è una cosa che stravolge il mondo, è un episodio piccolo,
ma a suo modo fornisce un esempio di come andrebbe affrontato il nodo dell’accessibilità
sul web da parte di organizzazioni di questo livello (e non solo). A suo modo,
sia detto per inciso, fornisce anche un esempio di cosa e come dovrebbe essere
un servizio pubblico pagato con i soldi degli utenti.

My Web,
My Way
, questo il nome del progetto, non introduce novità di rilievo
nei livelli di accessibilità della complessa struttura di siti della BBC.
La televisione pubblica britannica utilizza da tempo alcune delle funzionalità
più comuni tese a facilitare la fruizione delle pagine a persone disabili
ed è impegnata nello sforzo di estenderle al maggior numero possibile di
siti e servizi. Si va dalla possibilità di consultare versioni delle pagine
in solo testo e ad alto contrasto, alla disponibilità di trascrizioni per
alcuni dei più celebri radiodrammi trasmessi dall’emittente. Per conoscere
la base teorica e tecnica che sorregge questo sforzo è sufficiente dare
un’occhiata alle linee
guida
(pubbliche!) seguite nella realizzazione dei siti.

Ora, da qualche giorno, in cima alla home page di quasi tutti i canali tematici,
compare un link: Accessibility Help. Chi è più attento alle
questioni concernenti l’accessibilità, si aspetterebbe di essere portato
tramite quel collegamento alla cosidetta dichiarazione
di accessibilità
(accessibility statement sui siti in lingua
inglese). Si tratta di una pagina in cui il responsabile di un sito dovrebbe dichiarare
il livello di accessibilità raggiunto (conformità alle specifiche
W3C) e gli strumenti adottati e messi a disposizione dell’utente: possibilità
di ingrandire il testo, uso di scorciatoie da tastiera, ausilii nella navigazione
tramite link, etc. È una pratica utile e da incoraggiare, rara solo perché
rari sono i siti che prendono sul serio questo tema.

C’è anche da dire che, in molti casi, la stesura di queste note esplicative,
più che al servizio dell’utente sembra essere fatta ad uso e consumo di
altri progettisti web, tanto abbondano di tecnicismi da iniziati. Se ne ricava
la sensazione che gli estensori diano per scontato che un disabile che naviga
su internet sappia perfettamente cosa sia uno screen reader, come si usa, o sia
in grado di padroneggiare le funzionalità di accesso facilitato previste
dal sistema operativo che usa. Cosa che è semplicemente non vera. È
importante citare al riguardo il commento sull’iniziativa della BBC di Nick
O’Brien
, direttore dei servizi legali della Disability
Rights Commission
, la più importante organizzazione britannica per
la tutela dei diritti delle persone disabili. Nel mese di aprile del 2004 l’organizzazione
aveva pubblicato un corposo
studio sul campo
sull’accessibilità dei siti web. Oltre ai risultati
(non sorprendenti) sulle difficoltà di fruizione riscontrate nella stragrande
maggioranza dei siti analizzati, era emerso esattemente il problema cui si è
appena accennato: “Questa nuova risorsa” – ha affermato O’Brein – “ci
aiuterà a colmare una delle lacune più gravi identificate nel nostro
studio: le persone disabili hanno bisogno di maggiore assistenza e più
consapevolezza
rispetto ai modi in cui i computer possono rendere il web più
facile da fruire”.

My Web, My Way ha tutti i requisiti per svolgere questa funzione. È
un mini-sito chiaro, facile da navigare, scritto con un linguaggio accessibile,
soprattutto utile: “Questo sito spiega i tanti modi in cui puoi modificare
le impostazioni del tuo browser, del tuo computer, della tua tastiera e del tuo
mouse per rendere il web più accessibile”. Le sezioni principali sono
tre, una dedicata a Windows, una a Mac OS X, una a Linux. Per ciascun sistema
operativo vengono fornite preziosissime informazioni su cinque ambiti d’uso: uso
di tecnologie assistive per chi ha problemi di vista e udito, uso delle tastiera
e del mouse, strumenti per facilitare la lettura, compilazione di moduli nelle
pagine web. Il progetto è stato creato in collaborazione con AbilityNet.

Ti consigliamo anche

Link copiato negli appunti