Advertising in affanno su YouTube

Stando alle prime indiscrezioni, gli introiti annuali derivanti dalla pubblicità su YouTube saranno molto al di sotto di quanto previsto da Google. Mountain View stenta, infatti, a elaborare una strategia vincente per monetizzare il traffico del portale
Stando alle prime indiscrezioni, gli introiti annuali derivanti dalla pubblicità su YouTube saranno molto al di sotto di quanto previsto da Google. Mountain View stenta, infatti, a elaborare una strategia vincente per monetizzare il traffico del portale

Monetizzare una fortuna che online vale milioni di visite al giorno può diventare molto più complicato di quanto si possa immaginare. Lo sanno bene a Mountain View, dove ormai da tempo manager e sviluppatori cercano la giusta miscela per trarre maggiori profitti da YouTube, il sito per il videosharing più utilizzato al mondo e frequentato da un numero sempre crescente di utenti. Nonostante l’introduzione delle prime strategie per rendere maggiormente redditizio il portale, Google sembra essere ancora in affanno nel trovare la corretta strada per trasformare YouTube in una nuova Eldorado del Web.

Stando alle prime informazioni, rivelate dal Wall Street Journal, la raccolta pubblicitaria sul famoso portale di videosharing potrebbe concludersi ben al di sotto delle aspettative di Google per il 2008. I guadagni provenienti dall’advertising dovrebbero, infatti, attestarsi intorno ai 200 milioni di dollari, una cifra particolarmente bassa se considerata alla luce dell’enorme mole di video visualizzati ogni giorno dagli utenti di YouTube. Nel corso delle ultime settimane, del resto, alcuni dei principali top manager di Google non avevano fatto mistero intorno all’incapacità della società di creare soluzioni efficaci e redditizie per l’advertising sul portale di videosharing.

Sempre secondo il Wall Street Journal, una recente ricerca guidata dal responsabile dell’advertising per Google nel Nord America, Tim Armstrong, avrebbe evidenziato oltre 100 problemi nella gestione e nella vendita degli spazi pubblicitari da parte di YouTube ai suoi inserzionisti. Mancanze e inefficienze che, inevitabilmente, avrebbero causato serie conseguenze per la capacità del portale di attirare nuovi inserzionisti e dunque nuove risorse economiche.

Google si trova nella difficile condizione di coniugare le istanze dei suoi utenti, ormai abituati a visualizzare i filmati senza interruzioni pubblicitarie, e la necessità di adottare una via maggiormente commerciale e di conseguenza più redditizia dell’attuale. Un aumento degli annunci pubblicitari potrebbe, però, spingere numerosi utenti ad abbandonare il portale, rompendo quel meccanismo virtuoso che fino ad ora ha consentito a YouTube di crescere senza sosta, relegando la concorrenza a una costante marginalità. Una situazione non semplice per Google, ulteriormente aggravata dai problemi di copyright e tutela del diritto d’autore.

Molti dei video inseriti dagli utenti su YouTube sono, infatti, stralci di produzioni televisive, cinematografiche e musicali coperte dal copyright e trasmesse online senza alcuno specifico permesso. L’introduzione di nuovi annunci pubblicitari a corredo dei filmati illegalmente caricati sul portale di videosharing potrebbe aggravare ulteriormente la posizione di YouTube, da tempo nel mirino delle major dell’intrattenimento. E proprio per questo motivo le entrate finanziarie derivanti dall’advertising si sarebbero rivelate più deludenti del previsto. Per tutelare la propria posizione, al momento Google seleziona con particolare attenzione i filmati da collegare alle inserzioni pubblicitarie, dimostrando così la propria intenzione di non trarre profitto dai materiali illecitamente caricati sui suoi server. Tale discrimine avrebbe però portato YouTube a mostrare molti meno annunci, con un conseguente rallentamento delle entrate previste nel corso di quest’anno.

Con l’intento di recuperare il terreno perduto, secondo il Wall Street Journal, su YouTube potrebbero presto comparire nuovi annunci pubblicitari concepiti per essere trasmessi all’inizio e in coda dei singoli filmati. Sempre per le ragioni di copyright, tali annunci dovrebbero essere inizialmente inseriti in un numero ristretto e verificato di video. La nuova strategia dovrebbe essere sperimentata nel corso dei prossimi mesi per valutare attentamente la reazione degli utenti. La soluzione ventilata dal WSJ non è certo una novità nel campo del videosharing online e testimonia, inoltre, l’attuale impossibilità da parte di Google di elaborare strategie inedite e innovative per il marketing sul suo famoso portale.

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