Amazon ricalibra la propria presenza nel retail fisico e lo fa con una decisione che segna una svolta concreta.
Il colosso dell’e-commerce ha annunciato la chiusura di circa 70 punti vendita tra Amazon Go e Amazon Fresh negli Stati Uniti, ridimensionando due dei progetti più ambiziosi degli ultimi anni nel commercio tradizionale.
Una scelta che non arriva all’improvviso, ma che riflette un percorso già in corso da tempo: sperimentare, testare, correggere. E, quando necessario, fare un passo indietro.
Quando Amazon aveva lanciato i negozi Amazon Go nel 2018, l’idea era chiara: rivoluzionare l’esperienza d’acquisto eliminando le casse grazie alla tecnologia “Just Walk Out”. Entrare, prendere i prodotti e uscire, senza passare da alcun pagamento fisico. Un modello che aveva attirato curiosità e interesse, ma che nel tempo ha mostrato limiti operativi e costi elevati.
Due anni dopo, nel 2020, era arrivato Amazon Fresh, il tentativo di entrare direttamente nella grande distribuzione alimentare, sfidando supermercati tradizionali e catene consolidate. Anche qui, tecnologia e innovazione erano al centro, ma non sono bastate a garantire un vantaggio competitivo decisivo.
Secondo quanto comunicato dall’azienda, i segnali positivi non sono mancati. Tuttavia, non si è riusciti a costruire un’esperienza davvero distintiva per il cliente né, soprattutto, un modello economico sostenibile su larga scala. In altre parole: l’innovazione c’era, ma non abbastanza per cambiare le abitudini di milioni di consumatori.
Non è un addio al grocery
Ridurre la presenza fisica non significa uscire dal settore. Al contrario, Amazon considera ancora il comparto alimentare uno dei pilastri strategici del proprio futuro.
Il gruppo continuerà infatti a investire su Whole Foods Market, la catena acquisita nel 2017, che oggi conta oltre 550 supermercati tra Stati Uniti, Canada e Regno Unito. Qui l’obiettivo è chiaro: rafforzare un modello già consolidato, puntando su qualità, posizionamento premium e presenza capillare sul territorio.
Nei piani ci sono più di 100 nuovi punti vendita nei prossimi anni, segnale che la strategia non è quella di ridurre, ma di concentrare gli investimenti dove i risultati sono più prevedibili e sostenibili.

La vera partita si gioca sulle consegne(www.webnews.it)
Parallelamente, Amazon sta spingendo con forza su un altro fronte: la logistica alimentare. Le consegne in giornata di generi alimentari, già attive in migliaia di città americane, rappresentano uno dei veri asset competitivi del gruppo.
È qui che Amazon ha un vantaggio strutturale difficile da replicare, grazie alla sua rete logistica e alla base clienti già fidelizzata. Ricevere la spesa a casa in poche ore, senza passare dal supermercato, è un’abitudine che si sta consolidando, soprattutto nelle grandi aree urbane.
Accanto a questo, l’azienda sta testando nuovi format ibridi, che combinano negozi fisici, tecnologia e servizi digitali. Una sorta di laboratorio permanente, in cui ogni elemento viene valutato in funzione della sua reale utilità per il cliente.
Un mercato da 150 miliardi
Nonostante il ridimensionamento dei negozi Amazon Go e Fresh, i numeri del business grocery restano imponenti. Il comparto vale circa 150 miliardi di dollari e coinvolge oltre 150 milioni di clienti.
Dati che spiegano perché Amazon non possa permettersi di abbandonare questo segmento. Piuttosto, sta cercando la formula giusta per renderlo davvero redditizio e integrato con il resto del proprio ecosistema.
In fondo, la mossa attuale racconta molto del metodo Amazon: sperimentare senza paura, ma anche riconoscere rapidamente quando un modello non funziona come previsto.