Bitcoin verso il bottom di ciclo: i grafici indicano 125 giorni decisivi

Bitcoin viaggia in area 60.000 dollari sabato 6 giugno 2026, dopo un calo giornaliero vicino al 5%. E sui grafici torna una domanda precisa: il mercato ha già toccato il fondo oppure manca ancora un tratto di discesa?
Bitcoin viaggia in area 60.000 dollari sabato 6 giugno 2026, dopo un calo giornaliero vicino al 5%. E sui grafici torna una domanda precisa: il mercato ha già toccato il fondo oppure manca ancora un tratto di discesa?
Bitcoin verso il bottom di ciclo: i grafici indicano 125 giorni decisivi

Diversi analisti tecnici guardano a ottobre 2026 come possibile finestra per il bottom di ciclo, seguendo il ritmo degli halving, i precedenti storici e alcune medie di prezzo molto osservate. La criptovaluta resta circa il 50% sotto il massimo precedente. Secondo i grafici diffusi nelle ultime ore da analisti come Jesse Olson e ripresi da BeInCrypto, la correzione potrebbe non essere finita. Non è una sentenza. È una mappa. E, in questa fase, nel mercato crypto le mappe pesano.

Halving, parte il conto alla rovescia: il giorno 900 porta a ottobre 2026

Il primo indizio arriva dal calendario degli halving di Bitcoin, il meccanismo che ogni quattro anni circa taglia la ricompensa dei miner e che, finora, ha segnato le grandi fasi del mercato. L’analista Jesse Olson ha messo a confronto i cicli partiti dopo gli halving del 2012, 2016 e 2020 con quello seguito all’halving del 2024.

Nei cicli precedenti, il minimo più profondo è arrivato attorno al giorno 900 dal taglio delle ricompense. Oggi, secondo il conteggio riportato, il ciclo sarebbe intorno al giorno 775. Mancano quindi circa 125 giorni, poco più di quattro mesi, per entrare nella finestra in cui, in passato, i mercati ribassisti hanno trovato il loro punto di esaurimento. Tradotto sul calendario: ottobre 2026. “Il ciclo quadriennale non sembra morto”, ha osservato in sostanza l’analista Benjamin Cowen in una recente analisi video, ricordando che anche il massimo di questo ciclo si sarebbe formato in una fascia temporale molto simile a quella dei cicli passati.

Bitcoin a 40.000 dollari? La zona che i modelli continuano a indicare

Il livello che più colpisce gli operatori è l’area dei 40.000 dollari, indicata nei grafici come possibile punto di arrivo se la discesa dovesse continuare. Non è una cifra messa lì per fare rumore. Nei modelli citati, quella fascia coincide con la proiezione dei minimi precedenti, rapportati alla distanza dall’halving e alla profondità del drawdown.

Un secondo grafico, costruito come una spirale del prezzo di Bitcoin, rappresenta ogni ciclo quadriennale come un giro completo: i massimi tendono a concentrarsi in una zona, gli halving in un’altra, i minimi in una terza. I marcatori legati al 2026 e al 2027 cadono proprio nell’area in cui, nei cicli passati, si erano formati i minimi. Il messaggio è chiaro, anche se poco rassicurante per chi punta sul rialzo: finora la struttura del mercato somiglia ancora molto a quelle già viste. La prima soglia da tenere d’occhio resta il drawdown del 50%, vicino ai 63.000 dollari. Una rottura stabile di quel livello, secondo le letture tecniche più prudenti, potrebbe aprire la strada a minimi più bassi.

Tra 75.000 e 79.000 dollari passa il muro da riconquistare

Il terzo punto riguarda i livelli che Bitcoin dovrebbe recuperare per indebolire lo scenario ribassista. La media mobile semplice a 21 settimane viene indicata intorno a 75.100 dollari. Il prezzo medio di carico dei detentori a breve termine si trova vicino a 77.000 dollari. Poco sopra, in area 78.900 dollari, passa la media mobile a 200 giorni, uno dei riferimenti più seguiti anche dagli investitori tradizionali. Nella fase rialzista questi livelli avevano fatto da sostegno.

Ora sono diventati resistenze. E non è un dettaglio. Quando il prezzo resta sotto il costo medio degli acquirenti più recenti, una parte importante del mercato è in perdita e può essere più portata a vendere sui rimbalzi. Una newsletter citata da BeInCrypto parla di “capitolazione lenta”, più legata al passare del tempo che a vendite violente concentrate in una sola seduta. Non il panico di una mattina, insomma. Piuttosto una pressione continua, giorno dopo giorno, con i compratori chiamati a mostrare forza proprio nella fascia tra 75.000 e 79.000 dollari.

ETF e domanda istituzionale: il segnale che può cambiare lo scenario

Lo schema ciclico, però, non è una legge scritta nella pietra. Il mercato del 2026 è diverso da quello del 2020, anche solo per il peso degli ETF spot su Bitcoin, delle tesorerie aziendali e delle ipotesi, discusse da alcuni governi, su riserve strategiche in asset digitali. Questi flussi istituzionali potrebbero allungare il ciclo, renderlo meno pulito o ridurre la profondità del ribasso. È la tesi di chi pensa che la domanda più strutturata abbia cambiato il mercato.

Per ora, però, i grafici chiedono una prova concreta: una chiusura settimanale sopra 78.900 dollari, meglio ancora sopra 79.000 dollari, sarebbe il primo segnale tecnico in grado di mettere in discussione la lettura ribassista. Fino ad allora, il mercato resta sospeso tra due storie.

Da una parte il vecchio ciclo quadriennale, che guarda a ottobre e all’area 40.000 dollari come possibile bottom. Dall’altra la nuova domanda istituzionale, che promette di rompere lo schema. Come spesso accade con Bitcoin, la risposta arriverà prima dai prezzi che dalle dichiarazioni.

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