Google Home Mini, 100mila unità per i paralitici

L'assistente domestico Google Home Mini viene regalato dalla società a 100mila persone statunitensi affette da paralisi.
L'assistente domestico Google Home Mini viene regalato dalla società a 100mila persone statunitensi affette da paralisi.
Google Home Mini, 100mila unità per i paralitici

In occasione del 29º anniversario dell’Americans with Disabilities Act (ADA), Google ha annunciato di aver collaborato con la Christopher & Dana Reeve Foundation per mettere a disposizione delle persone che convivono con una paralisi ben 100mila Home Mini.

C’è un modulo sul sito ufficiale di BigG che può essere compilato dalle persone paralizzate e i loro assistenti, ma è necessario che le parti interessate siano residenti negli Stati Uniti. Il regalo di Google ricorda agli utenti l’importanza del controllo vocale nei dispositivi: la possibilità di dare un’occhiata alle recenti notizie, accendere le luci di una stanza e controllare ogni device che supporti l’assistente domestico potrebbe essere un lusso per i normodotati, ma un punto di svolta per le persone diversamente abili.

https://www.youtube.com/watch?v=Rr58785yXGo

L’azienda di Mountain View ha segnalato la testimonianza di Garrison Redd, ambasciatore della Christopher & Dana Reeve Foundation che sottolinea come Home Mini abbia portato benefici alla sua vita. Avrebbe infatti affermato:

Mi sto allenando per i Giochi Paralimpici del 2020 come powerlifter degli Stati Uniti, quindi uso il mio assistente domestico per impostare sveglie, gestire il mio programma di allenamento e persino creare liste della spesa. La musica è un grande stimolo per me e con Home Mini ascolto le playlist di Spotify per avere la giusta carica prima di un allenamento.

Intanto Google continua a crescere nel secondo trimestre del 2019, sebbene ci sia un tantino di preoccupazione per quanto riguarda le indagini antitrust. L’amministratore delegato della società cerca di non drammatizzare dicendo che non è la prima volta a presentarsi una situazione simile, ma per l’azienda si profila anche una nuova maximulta per aver violato la privacy dei bambini attraverso YouTube.

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