In pochi conoscono il trucco della lampadina: la fai funzionare anche quando è fulminata

Una lampadina che non si accende più non finisce per forza nella spazzatura. In rete circolano alcuni metodi per rimetterla in funzione o per riutilizzarla in modo diverso, a patto di sapere dove mettere le mani — e di staccare prima la corrente.
Una lampadina che non si accende più non finisce per forza nella spazzatura. In rete circolano alcuni metodi per rimetterla in funzione o per riutilizzarla in modo diverso, a patto di sapere dove mettere le mani — e di staccare prima la corrente.
In pochi conoscono il trucco della lampadina: la fai funzionare anche quando è fulminata

Il trucco più diffuso riguarda i LED. Quando una di queste lampadine smette di illuminare, spesso la colpa è di un singolo diodo bruciato che, essendo i diodi collegati in serie, interrompe l’intera catena. Si stacca la copertura di plastica — di norma solo incastrata — e si cerca il LED con un puntino nero o un’area annerita al centro. Rimosso il componente guasto, il contatto si ripristina costruendo un ponte: una goccia di stagno con il saldatore, un frammento di nastro di alluminio o una vernice conduttiva all’argento.

Qui finisce il consiglio da tutorial e comincia ciò che quasi nessuno aggiunge. Eliminando un diodo, la tensione che gli spettava si ridistribuisce sugli altri, che da quel momento lavorano a corrente più alta e scaldano di più: la riparazione accorcia la vita dei LED rimasti, e la lampadina resta comunque più fioca, perché un punto luce in meno c’è davvero.

Il trucco della lampadina che la fa funzionare sempre

C’è dell’altro. Nella maggioranza dei guasti il diodo non c’entra: a cedere per primo è quasi sempre il driver, l’elettronica nascosta nello zoccolo che converte i 230 volt di casa in corrente continua, e in particolare il suo condensatore elettrolitico, il componente più economico e più vulnerabile al calore. Se il problema sta lì, cercare il diodo annerito non porta da nessuna parte.

Il trucco della lampadina che la fa funzionare sempre-webnews.it

Il secondo metodo è quello degli elettricisti, e di lampadine ne richiede una sana. Si collega una vecchia lampadina a incandescenza da 60 o 100 watt in serie all’apparecchio sospettato di avere un cortocircuito. Se il corto è presente, la lampadina assorbe l’energia e si accende a piena luce, facendo da fusibile e proteggendo il circuito; se invece tutto è in ordine resta spenta o appena accesa. È una prova che evita di far scattare l’impianto o di danneggiare l’apparecchio sotto esame.

Il paradosso è che proprio lo strumento di questa verifica sta sparendo: le lampadine a incandescenza sono fuori produzione in Europa da oltre un decennio, e tenerne una nel cassetto degli attrezzi è ormai una questione di fortuna più che di acquisto.

Resta una domanda che nessun trucco risolve: perché in certi punti della casa le lampadine durano molto meno. La risposta, spesso, è il calore. Un portalampada chiuso e poco ventilato cuoce lentamente l’elettronica nello zoccolo, e contro quello né un ponticello di alluminio né una goccia d’argento possono fare granché.

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