Lamborghini Fenomeno Roadster, la V12 ibrida da 1080 CV che ridefinisce le hypercar scoperte

Automobili Lamborghini ha svelato il 12 maggio 2026, durante la Lamborghini Arena a Sant’Agata Bolognese, la nuova Lamborghini Fenomeno Roadster.
Automobili Lamborghini ha svelato il 12 maggio 2026, durante la Lamborghini Arena a Sant’Agata Bolognese, la nuova Lamborghini Fenomeno Roadster.
Lamborghini Fenomeno Roadster, la V12 ibrida da 1080 CV che ridefinisce le hypercar scoperte

Una hypercar scoperta prodotta in appena 15 esemplari, pensata per mettere insieme potenza, ibrido e collezionismo spinto. I numeri spiegano bene di che cosa si parla: 1080 CV, motore V12 ibrido HPEV, velocità massima oltre i 340 km/h. Più che una sportiva da listino, una vettura destinata fin da subito alle raccolte private.

Fenomeno Roadster, solo 15 esemplari: il debutto alla Lamborghini Arena

La Lamborghini Fenomeno Roadster entra nella famiglia delle “Few Off”, le serie speciali che la Casa di Sant’Agata Bolognese riserva a pochissimi clienti. Gli esemplari previsti sono soltanto 15, secondo quanto comunicato dal marchio. La formula è quella già vista su altre creazioni fuori catalogo: numeri bassissimi, ampia personalizzazione e un legame forte con la storia Lamborghini. La presentazione alla Lamborghini Arena, davanti a clienti, appassionati e addetti ai lavori, le ha dato un posto preciso nella strategia del brand: mostrare fin dove può spingersi una supersportiva aperta nell’era dell’ibrido ad alte prestazioni. La Casa l’ha descritta, in sostanza, come un modello per chi cerca unicità, non soltanto prestazioni. Un filo che richiama la tradizione delle roadster speciali avviata nel 2009, con modelli poi diventati pezzi da collezione. Pochi, invece, i dettagli commerciali. Il prezzo, per ora, resta fuori dalla comunicazione ufficiale.

V12 ibrido HPEV da 1080 CV: i numeri della nuova hypercar scoperta

Il cuore della Fenomeno Roadster è il sistema HPEV V12 ibrido da 1080 CV. Una scelta che conferma la strada imboccata da Lamborghini con l’elettrificazione delle supersportive di nuova generazione. La sigla HPEV, High Performance Electrified Vehicle, indica un’impostazione in cui il motore termico resta protagonista, affiancato però dalla parte elettrica per migliorare risposta, coppia e trazione. I dati dichiarati sono netti: 0-100 km/h in 2,4 secondi e velocità massima superiore a 340 km/h. Valori che portano questa roadster ai vertici della produzione scoperta del marchio. Non è, insomma, una cabriolet addolcita. È una due posti estrema, derivata dalla Fenomeno Coupé presentata l’anno precedente, con una base tecnica vicina alla pista. Il sistema frenante carboceramico di derivazione racing e gli ammortizzatori regolabili manualmente vanno nella stessa direzione: lasciare al guidatore un intervento diretto, quasi analogico, dentro un insieme meccanico ed elettronico molto avanzato. Lamborghini non ha diffuso tutti i dati sulla distribuzione della potenza tra motore termico ed elettrico, ma il messaggio è chiaro: il V12 resta il simbolo, l’ibrido ne allarga il raggio d’azione.

Aerodinamica e telaio: così la Roadster punta oltre i 340 km/h

Su una scoperta capace di superare i 340 km/h, l’aerodinamica non è una scelta estetica. È una questione di stabilità e sicurezza. Per questo la Fenomeno Roadster adotta soluzioni specifiche rispetto alla coupé, con flussi ridisegnati per compensare l’assenza del tetto e mantenere efficienza alle alte velocità. Il lavoro riguarda il raffreddamento del powertrain ibrido V12, la gestione dell’aria attorno all’abitacolo e il carico aerodinamico, soprattutto nella parte posteriore. Il telaio, descritto da Lamborghini come ispirato al settore aerospaziale, punta su rigidità e leggerezza. Due aspetti cruciali quando si elimina una parte strutturale come il tetto fisso. La sfida, per tutte le hypercar aperte, è sempre la stessa: conservare precisione di guida, prontezza e controllo delle masse senza trasformare l’auto in un compromesso. La Casa parla di un rapporto peso/potenza di riferimento per la categoria, anche se nei materiali diffusi non compare ancora un valore definitivo di massa. Più concreta la scelta degli ammortizzatori regolabili manualmente, che lascia spazio alla sensibilità del pilota e non affida ogni cosa ai software. Una nota quasi controcorrente, dentro un’auto così digitale.

Design e memoria Lamborghini: dalla Miura Roadster ai colori di Bologna

Il design della Lamborghini Fenomeno Roadster porta la firma del Centro Stile Lamborghini e segue la linea delle creazioni più recenti del marchio: superfici tese, prese d’aria funzionali, abitacolo raccolto attorno al guidatore. All’interno, la filosofia dichiarata è “Feel Like a Pilot”, con comandi digitali ispirati all’aviazione e materiali di pregio scelti per sottolineare il carattere da serie speciale. C’è però anche il richiamo alla memoria. La livrea bicolore blu e rosso rimanda da una parte alla Miura Roadster del 1968, tra le antenate più affascinanti delle scoperte Lamborghini, e dall’altra ai colori di Bologna, città a cui Sant’Agata Bolognese resta legata per storia industriale e territorio. È un dettaglio, ma conta. Perché in un modello prodotto in 15 unità il valore non nasce solo dai cavalli o dallo scatto da fermo. Nasce anche dal racconto che l’auto si porta dietro. La Fenomeno Roadster, in questo senso, tiene insieme tre anime: la tradizione del V12 Lamborghini, la nuova stagione dell’ibrido ad alte prestazioni e il fascino, un po’ teatrale, delle hypercar a cielo aperto.

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