Quando l’auto resta parcheggiata sotto il sole nelle ore più calde, il colore della carrozzeria può fare una differenza concreta sulla temperatura interna dell’abitacolo.
Non è solo una scelta estetica, né una questione legata al mercato dell’usato. D’estate, tra volante bollente, sedili roventi e climatizzatore al massimo, la tinta esterna può pesare sul comfort e sui consumi. Secondo i dati rilanciati da Skuola.net, tra un’auto nera e una bianca, nelle stesse condizioni di esposizione, lo scarto può arrivare a 19 gradi.
La classifica termica: dal nero a 62°C al bianco a 43°C
Il caso peggiore è quello delle auto nere: sotto il sole diretto, in una ventina di minuti, l’abitacolo può arrivare a circa 62°C. Una temperatura che trasforma l’apertura della portiera in una piccola prova di resistenza, con volante e cambio spesso impossibili da toccare subito. Subito dopo c’è il marrone, scelto da molti per un effetto più sobrio ed elegante, ma capace di far salire la temperatura interna fino a 56°C.
Non va molto meglio con il rosso: pur essendo un colore acceso, e all’apparenza meno “pesante”, può portare l’interno dell’auto a circa 51°C. Poco sotto si trova il giallo, che sembra più riflettente ma, secondo le rilevazioni citate, trattiene comunque parecchio calore, arrivando a 50°C. Più bassi, ma certo non freschi, i valori di blu e argento, rispettivamente intorno a 48°C e 47°C. Il colore che si difende meglio resta il bianco, fermo a circa 43°C.

Due auto di colori diversi sotto il sole: il nero assorbe più calore rispetto al bianco, con effetti sulla temperatura in abitacolo.
Perché la vernice cambia la temperatura dell’abitacolo
La ragione è semplice: una vernice scura assorbe più radiazione solare, mentre una vernice chiara ne rimanda indietro una parte maggiore. Il nero trattiene molte lunghezze d’onda, scalda di più la carrozzeria e finisce per scaldare anche l’abitacolo. Il bianco, invece, lavora al contrario. Riflette una quota importante della radiazione in arrivo, indicata dai dati citati fino al 60%, e rallenta l’aumento della temperatura interna.
Detto questo, il colore non è l’unico elemento in gioco. Contano anche l’orientamento dell’auto, i vetri oscurati, il parasole, i materiali dei sedili, la ventilazione e il tempo di esposizione. Lasciare l’auto alle 13 in un piazzale asfaltato e senza ombra non è come fermarsi pochi minuti sotto gli alberi. Però la tinta resta un fattore evidente. E spesso sottovalutato.
Consumi, climatizzatore e comfort: quanto pesa il colore dell’auto
La differenza di temperatura non si sente solo quando si entra in macchina. Un abitacolo più caldo costringe il climatizzatore a lavorare più a lungo e con più forza, soprattutto nei primi minuti di marcia. Secondo i dati riportati, su una vettura nera il carico dell’aria condizionata può aumentare fino al 18%, mentre scegliere un colore più chiaro può ridurlo fino al 22% rispetto alle tinte più sfavorevoli.
In pratica, significa più carburante consumato nelle auto termiche e più energia richiesta nelle elettriche. Per chi usa la macchina tutti i giorni, magari in città, tra parcheggi scoperti e ripartenze continue, non è un dettaglio da poco. La scelta del colore dell’auto resta estetica, certo. Ma sotto il sole di luglio diventa anche una piccola decisione pratica.