Maghun contro l'ICANN

Il membro at large nel direttivo dell'ICANN, rappresentante europeo degli utilizzatori di Internet sparare a zero sull'ente di assegnazione dei nomi di dominio: troppo gerarchizzato, scarsamente indipendente, immischiato in relazioni pericolose con i registrars.
Maghun contro l'ICANN
Il membro at large nel direttivo dell'ICANN, rappresentante europeo degli utilizzatori di Internet sparare a zero sull'ente di assegnazione dei nomi di dominio: troppo gerarchizzato, scarsamente indipendente, immischiato in relazioni pericolose con i registrars.

L’ICANN? Troppo centralizzata, succube del governo americano ed invischiata in relazioni in stile mafioso con svariate società, tra cui spiccano il nome di Verisign e Network Solutions.



A sparare a zero sull’ente americano per l’assegnazione dei nomi di dominio è l’esplosivo Andy Müller-Maghun, uno dei cinque membri at large del direttivo dell’ICANN.



Il rappresentante europeo degli utilizzatori di Internet, eletto lo scorso novembre nel primo (e qualcuno dice già ultimo) tentativo di democratizzazione dell’ICANN, nelle ultime due settimane ha aperto un fuoco di fila contro l’organismo di cui fa parte. Scopo di tutto questo è dare voce alla vera anima libertaria della Rete, fatta dagli eterogenei pareri degli utenti di Internet e non di interessi commerciali che attualmente, Maghun ritiene troppo prevalenti nell’ICANN.



Non sono lievi le dichiarazioni ed i toni usati nei due interventi con cui Maghun ha fulminato l’ICANN. Il primo è un articolo del fondatore del Chao Computer Clubospitato dal quotidiano conservatore tedesco Frankfrurter Allegemein Zeitung mentre il secondo è un’intervista rilasciata all’edizione francese dell’ezine ZD Net.



Senza mezzi termini l’ex portavoce dell’hack club tedesco, il Chaos Computer Club, ha parlato di debolezza dell’ICANN, sottoposta al potere tecnocratico dei legali in modo tale che «i direttori non hanno altro che un ruolo di sorveglianza», chiamati semplicemente ad approvare, tra l’altro in tempi brevissimi, soluzioni già preconfezionate. Durante l’ultimo appuntamento trimestrale dell’ICANN svoltosi dal 1° al 4 giugno, Maghun con un gesto polemico, si è rifiutato di votare le risoluzioni sottoposte all’attenzione del direttivo. Maghun aveva chiesto, al posto dei pochi minuti a disposizione secondo il regolamento dell’ICANN, almeno qualche ora di tempo per esaminare le questioni all’ordine del giorno.



Le critiche per le procedure, hanno offerto all’ex hacker tedesco l’occasione per un affondo nei confronti dell’ente americano per l’assegnazione dei nomi di dominio. Secondo Maghun L’ICANN, «ammettendo a malapena di non svolgere una funzione solo tecnica ma una vera e propria attività politica nel governo della Rete», è colpevole di aver lasciato in balia di avvocati e business people la risoluzione di questioni vitali per il futuro di Internet come quella dei marchi e dei diritti proprietari, ormai imperanti su ogni dimensione della comunicazione in Rete. La proprietà intellettuale (ovvero il contrario del pubblico dominio), si legge nell’intervista al FAZ, esclude il concetto di libera circolazione della conoscenza, a cui Internet deve la sua nascita.



Dominata com’è l’ICANN da interessi di parte, si legge sempre nel quotidiano tedesco, è ovvio che essa privilegi sempre tornaconti privati e locali, creando non poche situazioni di disparità. Nella geografia del Web la California traccia un confine invisibile, in grado di discriminare anche gli stati del nord o del sud degli Stati Uniti.



Il giudizio di Maghun è solo l’ultima tegola che cade in testa ad un’ICANN, abbondantemente attaccata e criticata per la lentezza ed il suo ruolo centralizzatore e di parte.



Il riferimento alle “relazioni pericolose” con alcuni registrars, poi, non fa che incupire uno scenario di per sé fosco. Verisign e Network Solution sono i due guardiani della porta d’accesso ai nomi di dominio. Le due società, tra di loro collegate, si spartiscono fino alla fine dell’anno la gestione dei domini .org e .net, ed ancora per poco per quelli .com che poi passeranno in carico fino al 2007 a Verisign.

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