Mondiale 2026, il laboratorio dell’IA nel calcio: arbitraggio, tattica e nuove immagini della partita

Mondiale 2026, il laboratorio dell’IA nel calcio: arbitraggio, tattica e nuove immagini della partita

Al Mondiale 2026, tra Stati Uniti, Canada e Messico, la FIFA porterà in campo la tecnologia di Lenovo per sostenere arbitraggio, analisi tattica e produzione televisiva. Un torneo a 48 squadre ha bisogno di una macchina più grande e più veloce. Ma anche più chiara, per arbitri, staff tecnici e pubblico.

FIFA-Lenovo, non solo sponsor: la tecnologia entra nel cuore del Mondiale

La collaborazione tra FIFA e Lenovo, annunciata nell’ottobre 2024 al Tech World di Las Vegas, non è una semplice operazione di visibilità. Lenovo sarà Official Technology Partner della Coppa del Mondo 2026 e della Coppa del Mondo femminile 2027. Dentro l’accordo ci sono infrastruttura IT, dispositivi, servizi gestiti, analisi dei dati e sistemi di intelligenza artificiale.

A Milano, durante una tavola rotonda con la stampa, Pierluigi Collina, presidente del FIFA Referees Committee, e Valerio Rizzo, AI Senior Manager & Solution Architect di Lenovo, hanno raccontato i primi progetti già avviati. I numeri spiegano la portata dell’operazione: oltre 17.000 dispositivi saranno distribuiti nei 16 stadi e nelle altre sedi del torneo, insieme a strumenti di intelligenza operativa, gemelli digitali degli impianti e piattaforme pensate per arbitri e staff tecnici. Non un esperimento lontano dal campo. Dentro la partita, semmai.

3D VAR e avatar dei giocatori: il fuorigioco diventa più leggibile

Il progetto più vicino al terreno di gioco è il 3D VAR, una nuova evoluzione della moviola, soprattutto per il fuorigioco semi-automatico. La rilevazione degli eventi e la triangolazione restano affidate a Hawk-Eye Innovations, già al lavoro sulle tecnologie arbitrali della FIFA. Lenovo interviene invece sulla parte visiva: costruisce avatar tridimensionali dei calciatori da inserire nelle ricostruzioni mostrate ad arbitri, broadcaster e spettatori. “Non abbiamo cambiato gli algoritmi di misurazione, abbiamo cambiato la fruizione del dato”, ha spiegato Rizzo.

Tutto parte da uno scanner con 36 telecamere ad alta risoluzione, in grado di acquisire il corpo del giocatore in circa cento millisecondi, dopo un controllo automatico della posa. I calciatori saranno scansionati nei base camp, durante i media day: in totale 1.248 giocatori delle 48 nazionali, con 28 scanner distribuiti nelle varie sedi.

La catena di lavoro usa modelli di IA open source e tecniche di 3D Gaussian Splatting, che permettono di ricostruire volumi tridimensionali partendo da immagini bidimensionali. Il sistema separa corpo, volto, capelli, maglie e dettagli fisici, poi invia i materiali a una piattaforma centrale gestita dalla FIFA. Negli stadi, i micro data center di Hawk-Eye scaricano i modelli necessari prima delle partite. La precisione dichiarata dello scanner è inferiore al centimetro.

Il dato si unisce poi a quello del pallone connesso, già introdotto in Qatar 2022, capace di inviare 500 misurazioni al secondo. Nel 2026 è prevista anche una soglia operativa di 10 centimetri: oltre quel margine, il sistema potrà segnalare al guardalinee un fuorigioco chiaro, evitando di lasciare correre azioni destinate a essere annullate. Collina l’ha riassunta così: “Se vedo quello che è successo, sono più portato ad accettarlo. Se non capisco, rifiuto”. Meno linee astratte, quindi. Più corpi riconoscibili.

Football AI Pro, l’assistente che porta l’analisi tattica a tutte le 48 nazionali

Il secondo fronte riguarda la preparazione delle partite. Football AI Pro è un sistema di IA generativa che la FIFA metterà a disposizione di tutte le 48 nazionali e, separatamente, del gruppo arbitrale. Funziona come un assistente con cui dialogare, ma nasce su una piattaforma enterprise di Lenovo ed è addestrato sul linguaggio del calcio.

Non risponde soltanto a domande statistiche di base: può incrociare video, dati di tracking, eventi storici e concetti tattici, restituendo testi, grafici, clip e ricostruzioni 3D. Sotto c’è una struttura multi-agente, con un modulo centrale che coordina strumenti specializzati. Il cuore semantico è il FIFA Football Language, lo standard pensato per definire in modo preciso termini come tackle, dribbling, tiro o pressione, e per collegarli in un knowledge graph.

Secondo quanto illustrato a Milano, le metriche elaborate sono oltre 2.000. Uno staff potrà chiedere, per esempio, come cambia il rendimento di una squadra contro un certo modulo, oppure quali azioni mostrano una perdita ricorrente di equilibrio dopo il sessantesimo minuto. Gli arbitri useranno lo stesso ambiente per prepararsi, non durante la gara.

Collina ha ricordato che nel 2002, prima della finale mondiale tra Brasile e Germania, dovette chiedere videocassette alla federazione giapponese per studiare le squadre. Nel 2015, da responsabile arbitrale UEFA, inserì stabilmente i match analyst nello staff. Ora quel lavoro può passare da ore di ricerca a pochi secondi di domanda guidata. A seguire la formazione dei video match official FIFA c’è anche Massimiliano Irrati, ex arbitro italiano entrato nello staff federale.

Referee View e campionati nazionali: cosa resterà dopo il Mondiale 2026

Il terzo tassello è la nuova Referee View, la body cam dell’arbitro già provata alla Club World Cup 2025 e aggiornata per il Mondiale con uno stabilizzatore basato su IA Lenovo. L’obiettivo è ridurre vibrazioni e motion blur causati dai movimenti della testa, così da rendere quelle immagini utilizzabili anche in diretta televisiva. È un punto di vista diverso, più vicino alla decisione. Non sostituisce le telecamere tradizionali, ma aiuta a capire che cosa vede davvero l’arbitro in una frazione di secondo. Una prospettiva scomoda, a volte parziale. Proprio per questo interessante.

Resta poi il tema dell’eredità. FIFA e Lenovo immaginano un percorso simile a quello già visto con VAR e fuorigioco semi-automatico: il Mondiale porta la tecnologia al livello più alto, poi l’industria lavora a versioni più sostenibili per Champions League, Premier League, Liga e Serie A. Una volta resa automatica la creazione degli avatar, il costo per singolo giocatore può scendere. Il limite, semmai, diventa organizzativo. Tra arbitraggio, tattica e nuove immagini televisive, il Mondiale 2026 si prepara così a diventare un grande laboratorio per un calcio sempre più letto attraverso i dati. Ma anche più esposto alla necessità di spiegare le decisioni. Perché la tecnologia, da sola, non basta: deve farsi capire.

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