Nano esalta, Rokr delude

A distanza di pochi giorni dalla sfavillante presentazione Apple emergono due sensazioni nette: mentre il nuovo iPod Nano stupisce positivamente, il famigerato Mactorola Rokr delude le aspettative. Ma le colpe non vanno divise equamente.
Nano esalta, Rokr delude
A distanza di pochi giorni dalla sfavillante presentazione Apple emergono due sensazioni nette: mentre il nuovo iPod Nano stupisce positivamente, il famigerato Mactorola Rokr delude le aspettative. Ma le colpe non vanno divise equamente.

La fastosa presentazione organizzata da Apple a San Francisco ha per un attimo abbagliato tutti con il profumo della novità, il rumore dell’evento e l’urto dell’impatto comunicativo. Calate le luci e depositate le polveri, però, si inizia a intravedere con maggior fondatezza la reale entità di quanto successo. Non tutte le novità Apple, infatti, sembrano brillare di luce propria.

Le novità annunciate sono state sostanzialmente due: il nuovo iPod Nano e il cosiddetto Mactorola. Se era il secondo a dover convogliare tutte le attenzioni della stampa, è stato invece il primo a calamitare il maggior numero di flash e commenti. Qualcosa non ha evidentemente funzionato nel progetto Rokr: nonostante le promesse, nonostante le attese, nonostante il fatto che il Rokr sembrava essere stato progettato dal destino, il prodotto non sembra in realtà destinato a sconvolgere il mercato del settore e semmai, nella migliore delle ipotesi, può costituire una sorta di prototipo. Sensazioni, solo sensazioni, che il mercato potrà liberamente ribaltare.

iPod Nano
Il nuovo iPod ha stupito, eccome. Dimensioni minimali e stile inconfondibile, il nuovo iPod ha tutte le carte in regola per sostituire nell’immaginario collettivo le versioni precedenti e candidarsi a vero oggetto “cool” dell’inverno: il primo suggerimento per il prossimo regalo di Natale è già pronto. Trattasi né più né meno di un lettore per musica digitale, ma è innegabile come iPod Nano sia un passo avanti a tutti gli altri. Quantomeno goffa (ma inevitabile) la mossa di Sony che nelle ore successive al lancio del nuovo iPod ha presentato al mercato il nuovo Walkman. Nuovo, e già vecchio: in pochi minuti Apple aveva già creato un altro orizzonte e per Sony si è trattata di una nuova giornata mesta. L’iPod sembra convincere sia nel funzionamento che nell’estetica, sia nelle dimensioni che nel colore. Il nuovo iPod piace, dopodiché il prezzo è come sempre un fattore terzo parzialmente ininfluente: quando un oggetto riesce ad imporre una moda non c’è prezzo che tenga, ed in queste quisquiglie marketing oriented la mela di Apple è da sempre maestra.

Mactorola Rokr
Completamente diversi i commenti piovuti sul Rokr. «Più marketing che rivoluzione hi-tech» per Week.it; «il Nano è uno strumento incredibile […] ma non si può dire lo stesso per il Rokr» secondo Macworld; «tutto qui?» per Portel. Molte le critiche mosse all’oggetto e, se alcune sono dettate dalla delusione del trovarsi di fronte ad una finta evoluzione dopo tanti annunci ed una lunga attesa, soprattutto sono pochi i veri elogi mossi verso il nuovo prodotto. Lo stile, innanzitutto, non è di quelli che lasceranno un segno nella storia del design: riciclato un vecchio modello Motorola (E398), un solo tasto aggiuntivo simboleggia il fatto che il Rokr abbia in più la funzione musicale. Delude, inoltre, lo schermo: la definizione VGA è lontana da quella degli iPod ed i due strumenti non sono dunque paragonabili sotto questo punto di vista. Altra delusione giunge dal fatto che il Mactorola sia in grado di tenere in memoria appena 100 canzoni, una quantità assolutamente bassa per permettere all’utente quella vastità di scelta che ci si aspetta da nuove simili tecnologie.

La più acida delle delusioni, soprattutto, è l’assenza della possibilità di connessione al music store iTunes e la contemporanea presenza di un farraginoso sistema di gestione dei file in connessione al proprio Mac/PC. Quasi clamorosa, inoltre, una ennesima mancanza: in seguito alle prime prove pare che il Rokr non possa neppure sfruttare i file scaricati come suoneria del cellulare, aspetto che i più avrebbero potuto dare quasi per scontato (sorge il sospetto di una qualche complicazione a livello di diritto d’autore, unica possibile attenuante).

Mancanza di stile. Mancanza di una connessione al music store iTunes. Mancanza di funzioni ottimizzate per la gestione dei file musicali. Memoria limitata. Definizione d’immagine scarsa. A ben guardare tutti questi aspetti non riguardano tanto il servizio iTunes (ovvero quella parte del prodotto addebitabile ad Apple), quanto più la progettazione Motorola. Se il telefono non risponde alle esigenze del lettore MP3, insomma, la cosa non è addebitabile direttamente a Cupertino se non in riferimento all’opportunità di lanciare sul mercato un ibrido tanto carente. La scelta di Apple, però, può essere decifrata alla luce del rapporto di non-esclusività in vigore tra Motorola e l’azienda di Jobs. Apple potrebbe dunque aver semplicemente ceduto alle lusinghe di una prima casa produttrice propostasi, ma nulla vieta che entro breve non compaia un simil-Rokr firmato Nokia (nonostante precedenti accordi con Microsoft), firmato Siemens (azienda già in collaborazione con Apple in ambito telefonico), firmato Sony (i cui rapporti con Apple sembrano andare verso il disgelo), o firmato comunque da qualunque azienda decisa a sfruttare il traino iTunes per guadagnare posizioni di mercato.

Il possibile insuccesso di Rokr, dunque, potrebbe anche non infastidire troppo Cupertino e anzi potrebbe suggerire ad altre aziende di ritentare quanto prima l’impresa. I tempi sono maturi e tutto lascia presupporre che la manipolazione genetica tra il DNA iPod ed il DNA dei telefonini cellulari possa generare qualcosa di estremamente positivo. Purchè la memoria sia tale da permettere ampia possibilità di storage; purchè la connessione con il pc sia semplice, veloce ed intuitiva; purchè lo stile risponda ai canoni richiesti da una clientela molto attenta ai particolari estetici; purchè l’unione tra i due dispositivi non sia costituita semplicemente dall’aggiunta di un pulsante. Il possibile inciampo di Motorola (il condizionale rimane d’obbligo, la parola definitiva rimanga al mercato sovrano) può essere d’insegnamento a tutta la concorrenza. E forse anche ad Apple, che sicuramente avrebbe preferito rispondere in altro modo alla sete di novità del proprio affezionato pubblico. Infatti già aleggia il fantasma dell’iPhone, un cellulare che (in un futuro non certo immediato) potrebbe arrivare sul mercato interamente firmato da Apple. A maggior ragione, ora, occhi puntati sul Rokr: almeno per capire se i tempi son realmente maturi.

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