Fare il passaporto in Italia sta cambiando davvero volto e oggi sempre più cittadini si ritrovano davanti a una novità concreta.
Non si tratta di un dettaglio burocratico, ma di un passaggio che incide sulla vita quotidiana, soprattutto per chi negli ultimi anni si è scontrato con liste d’attesa infinite o appuntamenti difficili da trovare. La novità rientra nel progetto Polis di Poste Italiane, pensato per portare i servizi pubblici anche nei centri più piccoli e semplificare l’accesso ai documenti essenziali.
La procedura, nella pratica, è più semplice rispetto al passato. Il cittadino può recarsi direttamente allo sportello postale abilitato e avviare la richiesta del passaporto senza dover prenotare un appuntamento in Questura.
Allo sportello vengono raccolti tutti i dati necessari, comprese le impronte digitali e la fotografia, che vengono poi trasmessi agli uffici della Polizia per il rilascio del documento.
Questo significa che le Poste diventano un punto di raccolta e gestione iniziale della pratica, mentre il passaporto continua a essere emesso dalle autorità competenti.
Il servizio è ormai diffuso su larga scala: si parla di circa 7.500 uffici postali coinvolti in tutta Italia, inclusi anche quelli delle grandi città.
Una capillarità che cambia radicalmente l’accesso al servizio, soprattutto per chi vive lontano dai capoluoghi.
Quanto costa davvero fare il passaporto alle Poste
Qui arriva il punto che molti scoprono solo dopo: il servizio alle Poste non è gratuito.
Il costo complessivo è composto da più voci:
- 14,20 euro per la gestione della pratica allo sportello
- 73,50 euro per la marca da bollo
- 42,70 euro per il rilascio del passaporto
- eventuali 9,53 euro per la spedizione a domicilio
Il totale arriva così a circa 130 euro, che possono superare i 139 euro se si sceglie la consegna a casa.
Una cifra leggermente più alta rispetto alla procedura tradizionale, proprio perché include il servizio aggiuntivo offerto dagli uffici postali.

Tempi: più accessibile, ma non più veloce (www.webnews.it)
Il vero nodo resta quello delle tempistiche. Anche se l’accesso alla richiesta è diventato più semplice, il rilascio del documento richiede comunque tempo: mediamente si parla di circa sei settimane dall’appuntamento per la raccolta dei dati biometrici.
Non è quindi una scorciatoia per chi ha urgenza immediata, anche se esistono procedure accelerate in casi specifici, come viaggi urgenti per motivi di lavoro, salute o studio.
La differenza principale, quindi, non è nella velocità, ma nella facilità di accesso al servizio.
Documenti necessari: cosa serve davvero
Anche la documentazione resta sostanzialmente invariata rispetto alla richiesta tradizionale.
Serve presentarsi con:
- documento di identità valido
- codice fiscale
- fototessera recente
- ricevute di pagamento e marca da bollo
In caso di rinnovo, va consegnato anche il vecchio passaporto o la denuncia di smarrimento.
Perché questa novità cambia davvero le cose
Quello che sta accadendo non è solo un aggiornamento tecnico.
Per anni il passaporto è stato uno dei simboli delle difficoltà burocratiche italiane: appuntamenti esauriti, tempi lunghi, gestione complessa. Oggi il sistema prova a spostare il peso su una rete già diffusa e familiare, quella degli uffici postali.
Non risolve tutto, soprattutto sul fronte dei tempi, ma cambia il modo in cui i cittadini si avvicinano al servizio.
E alla fine è proprio questo il punto: non è diventato più veloce, ma è diventato più semplice da iniziare.