Gli Apple EarPods, i vecchi auricolari con filo di Cupertino, sono tornati di colpo a farsi vedere nel luglio 2026 in Europa. Merito del prezzo, ormai vicino ai 18 euro, ma anche di una voglia molto concreta: attaccare il cavo e ascoltare, senza Bluetooth, custodie da cercare o batterie da controllare. In un mercato dominato dagli AirPods, il ritorno di questo prodotto Apple sembra quasi una piccola controtendenza. E invece racconta bene una cosa: a volte la semplicità pesa più dell’ultima funzione.
Auricolari con filo, il ritorno: vendite su e prezzo sotto i 20 euro
Il dato che salta subito agli occhi è il prezzo. Gli EarPods Apple si trovano in queste settimane a circa 17,99 euro su Amazon e su altri negozi online, con leggere differenze legate soprattutto alla spedizione. Siamo lontanissimi dagli AirPods 4, intorno ai 130 euro, e ancora di più dagli AirPods Pro, spesso sopra i 200 euro. Secondo il sito specializzato olandese iPhoned, nelle prime settimane del 2026 le vendite globali di cuffie cablate sarebbero cresciute del 20%.
Un segnale che va oltre la nostalgia. C’entra la praticità: in metropolitana, in ufficio, per una chiamata al volo, molti preferiscono un accessorio leggero, economico, da buttare nello zaino senza troppi pensieri. E poi c’è anche l’effetto immagine: diverse celebrità sono state viste di nuovo con gli auricolari con filo. Sui social, si sa, certi dettagli fanno strada in fretta.

Auricolari cablati con USB‑C accanto a smartphone e laptop, simbolo del ritorno degli ascolti “attacco e via” a basso costo.
Perché gli EarPods piacciono ancora: niente batteria, attacco subito e microfono che funziona
Il punto forte degli EarPods è rimasto lo stesso: la semplicità. Si collegano a iPhone, iPad o Mac e partono subito. Niente pairing, niente attese, niente batteria scarica proprio prima di una telefonata. Apple li vende in più versioni, con connettore USB-C, Lightning oppure jack audio da 3,5 millimetri, così da andare bene sia con i dispositivi più recenti sia con quelli meno nuovi. Sul cavo c’è anche il piccolo telecomando per alzare o abbassare il volume, mettere in pausa un brano o rispondere a una chiamata. Una cosa semplice, ma utile.
Chi li usa spesso cita anche il microfono integrato, chiaro quanto basta per riunioni rapide, vocali e telefonate all’aperto. “Li attacco e basta” è, in sostanza, il motivo per cui molti continuano a preferirli agli auricolari wireless. Meno funzioni, certo. Ma anche meno seccature: niente auricolare perso sotto il sedile dell’auto, niente custodia sparita sul comodino.
I limiti rispetto agli AirPods: il cavo c’è, il rumore pure
Il ritorno degli auricolari con filo non cancella i difetti. Il cavo degli EarPods può annodarsi in tasca, dare fastidio durante lo sport e diventare scomodo se il telefono resta nello zaino o nella borsa. Manca poi la cancellazione attiva del rumore, ormai importante per chi viaggia spesso in treno, lavora in open space o vuole isolarsi dal traffico.
Nei posti rumorosi gli AirPods, soprattutto i modelli Pro, restano più adatti. Chi vuole una soluzione senza filo può guardare agli AirPods 4, più costosi ma comodi nell’uso quotidiano; chi cerca isolamento e funzioni più avanzate trova negli AirPods Pro l’opzione più completa. Gli EarPods, però, giocano un’altra partita: quella dell’accessorio economico, immediato, quasi “di servizio”. Ed è proprio lì che, oggi, sembrano aver ritrovato spazio.