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Asus Taichi 21: ultra-tablet o tablet-book?

Asus Taichi 21 è un innovativo e potente Ultrabook ibrido, con ben due schermi che gli consentono di trasformarsi da notebook a tablet.

Prezzo

€ 1.999

Giudizi
  • Caratteristiche8,5
  • Dimensioni8,5
  • Prestazioni8
  • Qualità prezzo7,5
Pro

Qualità eccellente per entrambi gli schermi, design innovativo, ottima potenza di calcolo

Contro

Estetica migliorabile, schermo principale non touch, autonomia sotto la media, prezzo sopra la media

Di , 24 Luglio 2013

Innovativo

Il mercato dei PC nel complesso ha subito una scossa dall’introduzione di Windows 8, con i produttori che hanno pensato soluzioni ibride che potessero sfruttare al meglio le potenzialità del nuovo sistema operativo Microsoft. Abbiamo visto notebook con schermo touch, Ultrabook con tastiera/docking rimovibile per trasformarli in tablet, oppure una variante di quest’ultimo design con lo schermo che scorre su una slitta per appoggiarsi sulla tastiera e ottenere lo stesso risultato.

Mancava ancora l’originale e audace soluzione di Asus, l’Ultrabook Taichi 21 con due schermi. Piuttosto che pensare un design con schermo ruotabile o scorrevole, o ancora rimovibile, ha mantenuto inalterata la struttura del portatile, integrando, però, un secondo display sulla cover di quello principale.

In sostanza, il Taichi 21è un Ultrabook sottile e relativamente leggero, con due schermi Full HD – di cui uno, quello sulla cover, touch – che aumentano considerevolmente le potenzialità del portatile, soprattutto nella condivisione dei contenuti visualizzati a schermo.

Galleria di immagini: Asus Taichi 21, le foto

Design

Quando si osserva l’Asus Taichi 21 da chiuso, non si nota (o quasi) alcuna differenza con un Ultrabook tradizionale, a parte la finitura a specchio della cover, che gli conferisce un’aria elegante e futuristica. Il coperchio di vetro è in realtà il secondo schermo, che si illumina quando apriamo e accendiamo il portatile.

A parte questo tocco di classe, il Taichi 21 è un Ultrabook abbastanza tradizionale nel design, che rispecchia la più recente tradizione Asus. Lo chassis, in alluminio spazzolato nero opaco, ricorda quello del Zenbook Prime, con la sua aria di eleganza minimalista. L’ampia tastiera, a isola e retroilluminata, spicca sulla base insieme all’ampio touchpad multi gesture.

Asus Taichi 21

La silhouette snella e a cuneo della base, con uno spessore massimo di 18 mm sulla parte posteriore, restringe lo spazio in cui collocare le porte di espansione, comunque accettabili per numero: due porte USB 3.0, un’uscita micro HDMI, un connettore mini VGA, jack per auricolari, controlli per il volume, l’indispensabile interruttore per la modalità del doppio schermo, oltre al tasto di accensione del portatile, in una posizione non abituale sul lato destro.

Il profilo affilato della base riduce al minimo indispensabile anche lo spazio per i due piccoli speaker stereo, collocati in prossimità degli spigoli laterali sul bordo inferiore.

Quello che disturba la vista nell’Asus Taichi 21 è la cornice di ognuno dei due schermi, troppo ampia, raggiungendo quasi un centimetro di spessore che fa quasi pensare a una soluzione low cost quando, invece, è un puro concentrato di tecnologia. Sicuramente, con un doppio schermo da 13″ questo non sarebbe successo, mantenendo inalterate le dimensioni del portatile e restringendo di conseguenza le cornici dei display, quasi al livello di un più moderno ed elegante design frameless.

In ogni caso, il doppio schermo non ha influito eccessivamente sul peso finale come si sarebbe portati a pensare: infatti, il Taichi 21 pesa solo 1,25 Kg.

Doppio schermo

Asus Taichi 21

Non c’è alcuna slitta o perno su cui scorre o ruota lo schermo principale, neppure una base removibile, per trasformare il portatile in un tablet: Asus è andata oltre, innestando un secondo schermo sulla cover del primo, ampliando così le possibilità di utilizzo, soprattutto per la condivisione dei contenuti. Il lavoro è svolto in modo egregio, senza trascurare nulla: entrambi gli schermi sono, infatti, IPS Full HD da 11,6″; quello principale è tradizionale mentre il secondo è touch multi gesture.

Molteplici sono le modalità di utilizzo, a partire dalla più intuitiva e utilizzata: lo schermo principale è acceso a computer aperto, l’altro quando è chiuso. Si può, inoltre, riprodurre uno stesso contenuto su entrambi i pannelli, per condividere con gli eventuali interlocutori i contenuti, in una sorta di presentazione; altrimenti è possibile riprodurre due contenuti distinti contemporaneamente.

Tutte le modalità di visualizzazione sono controllabili con semplicità dall’interfaccia a schermo Taichi Home, accessibile dal pulsante dedicato sulla tastiera.

Entrambi gli schermi dell’Asus Taichi 21 brillano per ampio angolo di visione, riproduzione fedele dei colori, ricchezza dei dettagli; quello secondario, anche per precisione e reattività nel controllo touch anche tramite penna dedicata.

Non mancano alcuni difetti, però. Infatti, bisogna necessariamente agire sul pulsante Power per spegnere o mandare in sospensione il Taichi 21 (dipende dalla scelta nel menu del risparmio energetico) dopo averlo chiuso, altrimenti lo schermo esterno dell’Ultrabook rimane acceso. Altro aspetto secondario, ma neanche troppo, è che l’Ultrabook Asus ha bisogno di una cura particolare quando lo si trasporta, dato che lo schermo non ha alcuna protezione esterna.

Se questi sono giudizi opinabili (anche l’ampia cornice di entrambi i display che penalizza l’estetica), il fatto che lo schermo principale non sia touch ne limita la fruibilità anche, e soprattutto, rapportata alle potenzialità di Windows 8. Questa scelta, insieme a quella di non integrare un doppio schermo da 13”, è stata sicuramente fatta sia per non impattare sul prezzo, già alto, sia per contenere il peso e lo spessore.

Performance

L’Asus Taichi 21 è equipaggiato con un potente processore Intel Core i7 3517U, grafica Intel Graphics 4000 con memoria condivisa, 4 GB di RAM, 256 GB di storage allo stato solido. Completano la dotazione un fotocamera posteriore da ben 5 megapixel con auto focus, che consente riprese Full HD 1080p, e una frontale con risoluzione HD 720p che, insieme al microfono con riduzione dei rumori di fondi, migliora l’esperienza nelle video conferenze.

Asus Taichi 21

Le prestazioni sono quelle che ci si aspetta da un Ultrabook con queste specifiche: eccellente fluidità e reattività dell’interfaccia di Windows 8, senza rallentamenti nemmeno a doppio schermo (fa eccezione la transizione da una modalità di visualizzazione a un’altra, con un ritardo di poco meno di due secondi, lo stesso che avremmo se connettessimo un proiettore o uno schermo esterno a un normale Ultrabook).

Il sistema svolge al meglio tutti i compiti tipici della produttività personale, rispondendo alle esigenze del professionista in movimento mentre, nell’uso privato, il chip grafico integrato va in crisi quando si provano i videogiochi dell’ultima generazione ma non per la visione di film.

Con questa sua naturale propensione all’ambito lavorativo si scontra l’autonomia, non soddisfacente per un Ultrabook della fascia dell’Asus Taichi 21, perché si ferma a poco più di tre ore per un utilizzo ordinario (navigazione Web via WiFi, scrittura di testi, messaggistica, social networking, riproduzione saltuaria di contenuti multimediali).

Di contro, anche durante compiti intensi e/o nel multitasking, la temperatura della base rimane sempre fresca, le ventole di raffreddamento relativamente silenziose anche durante la visione di un filmato.

Peccato che l’esperienza multimediale sia limitata dal comparto audio, che, pur sfruttando la tecnologia Asus SonicMaster sviluppata in collaborazione con Bang & Olufsen IceMaster, non brilla per potenza e dinamica del suono; solo la risposta dei bassi è soddisfacente in proporzione ai minuscoli altoparlanti.

Conclusioni

L’Asus Taichi 21, pur non essendo nel complesso un prodotto perfettamente riuscito, è un Ultrabook affascinante. A parte alcune lacune nel design e limitazioni nell’utilizzo, è un piacere utilizzarlo sfruttando il doppio display secondo le proprie necessità, passando da un classico Ultrabook a un più maneggevole tablet.

Tuttavia, secondo noi, il Taichi 21 acquisisce pienamente un senso solo per chi ha necessità, nel proprio lavoro, di condividere documenti e presentazioni con i propri interlocutori (libero professionista, insegnante, ecc.).

In tale contesto, con un doppio display da 13″ e un’autonomia all’altezza di un moderno Ultrabook (almeno cinque ore), il Taichi 21 diventerebbe facilmente un prodotto di riferimento per performance e versatilità.