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Sonos Arc: suono immersivo con Dolby Atmos

La nuova soundbar di Sonos ha ben 11 altoparlanti controllati da 11 amplificatori, sistema TruePlay e tecnologia Dolby Atmos per un audio sorprendente.

9,3
  • Recensione
Prezzo

€ 899

Giudizi
  • Caratteristiche9,5
  • Design9,5
  • Prestazioni9,5
  • Qualità prezzo8,5
Pro

Resa audio eccellente, Dolby Atmos, ampia scelta di servizi musicali, integrazione con assistenti vocali

Contro

Dimensioni piuttosto elevate, TruePlay solo con iPhone

Di , 6 Novembre 2020

Sono passati un paio d’anni dal lancio di Beam, la soundbar compatta di Sonos, e qualcuno in più dall’arrivo di Playbar e Playbase, quindi non ci ha stupito la commercializzazione di una nuova soundbar di fascia alta da parte del produttore americano per andare a migliorare i modelli precedenti e a integrare le più recenti tecnologie. Abbiamo provato la nuova Sonos Arc per qualche settimana e ci ha veramente impressionato!

Caratteristiche ()

Il contenuto della confezione di vendita comprende, oltre alla soundbar e ai manuali d’uso, un cavo HDMI e un adattatore per collegare il cavo all’uscita ottica della televisione.

Come già visto per Sonos One e Sonos Move, il design ora è in materiale plastico senza più rivestimento in tessuto, cosa sicuramente apprezzabile dal momento che non si accumula troppa polvere. Con un profilo curvo e oltre 76000 fori per un’emissione ottimale del suono, le dimensioni sono di 114,2×11,6×8,7cm ed il peso è di 6,25Kg.

Sulla parte superiore troviamo i tre tasti capacitivi tipici di tutti gli altoparlanti Sonos, ovvero play/pausa e i controlli volume; come per gli altri modelli possiamo scorrere i tre tasti verso destra o sinistra per passare alla traccia successiva o precedente della playlist; sempre in alto troviamo poi quattro microfoni a lungo raggio, oltre al tasto microfono con il relativo LED all’estremità destra. Sulla facciata frontale è presente il LED di stato sopra al logo dell’azienda, mentre sul retro c’è un incavo che nasconde la porta di alimentazione, la porta HDMI eARC, un connettore di rete Ethernet ed il tasto per sincronizzare il device con l’applicazione; sempre sulla parte posteriore abbiamo delle staffe di supporto con fori per appendere la soundbar a parete.

Ma la vera innovazione di Sonos Arc sta nella composizione interna di altoparlanti e componenti elettroniche e nella meticolosa ricerca nel posizionare ogni singolo elemento in modo da ottenere la migliore resa audio possibile. E infatti la componente audio è particolarmente ricca, e comprende ben 11 amplificatori digitali di classe D che controllano altrettanti driver: otto woofer ellittici per la riproduzione fedele della voce, delle frequenze intermedie e per bassi profondi, a cui si aggiungono tre tweeter con cupola in seta per dialoghi più chiari e alti cristallini. I vari elementi sono posizionati in modo da comporre un array centrale che crea il suono principale, e due array laterali per creare un audio corposo e ricco di spazialità.

A seconda del contenuto in riproduzione poi Arc rimodula i vari altoparlanti in modo da ottenere un risultato sempre ottimale: ad esempio se i driver rivolti verso l’alto non sono in uso, come per la riproduzione di un audio stereo, essi andranno a riprodurre frequenza più basse per completare gli altri elementi. Inoltre non manca il TruePlay per migliorare la resa finale in base al posizionamento della soundbar e ai riflessi delle pareti (necessario in dispositivo iOS per la calibrazione), e presente la tecnologia Dolby Atmos, per la prima volta in un prodotto Sonos.

Le connettività includono invece il WiFi – 802.11 b/g/n a 2,4GHz – e un ricevitore a infrarossi per controllare il volume dal telecomando del TV. Infine abbiamo il supporto ad Alexa e all’Assistente Google, ma anche ad Apple Airplay 2.

Per pilotare il sistema Sonos è necessaria la nuova app Sonos S2, progettata per l’hardware di nuova generazione dei nuovi dispositivi Sonos e ricca di nuove funzionalità, fra cui la Sonos Radio con stazioni tematiche curate da esperti musicali.

Prezzo ()

Sonos Arc è disponibile in colorazione nera o bianca al prezzo consigliato di €899. Il sistema può essere esteso con un Sonos Sub e con una coppia di diffusori surround Sonos One, Sonos One SL o IKEA Symfonisk. Disponibile anche la staffa originale per il montaggio a parete, al prezzo consigliato di €79.

Recensione ()

OK, non possiamo nasconderlo, siamo fan dei prodotti Sonos da molto tempo, ma è impossibile non esserlo dopo aver provato i prodotti dell’azienda americana e aver verificato la cura con cui sono costruiti e con cui sono scelti i materiali, e soprattutto l’ottima qualità sonora che i vari modelli di speaker possono vantare. E la nuova Sonos Arc non poteva essere da meno.

Bella a vedersi, con il tipico design elegante e in plastica forata che abbiamo visto nelle generazioni più recenti di speaker, ovvero One, One SL e Move, ma allo stesso tempo piuttosto massiccia con una lunghezza di quasi 120cm, l’ideale è attaccarla a parete sotto a un TV da 55” o 65”, o poggiarla su un mobile sufficientemente largo da non lasciar sporgere le estremità.

Dopo la prima configurazione, facilmente eseguibile seguendo le istruzioni dell’app Sonos S2, Arc è pronta per essere usata. Se si dispone di un dispositivo iOS (iPhone o iPad) è consigliato eseguire la procedura di TruePlay, sempre dall’app Sonos S2, per analizzare le condizioni audio della stanza e le riflessioni delle pareti ed ottimizzare la resa della soundbar, ma se invece si possiede solo uno smartphone Android si dovrà fare a meno di questa calibrazione. Peccato, ma comprendiamo la difficoltà nell’implementare una procedura così complessa con un numero elevato di dispositivi, ognuno con la sua diversa disposizione e gestione dei microfoni. Peccato solo che l’azienda non abbia implementato la procedura direttamente in Arc, come già aveva fatto per Sonos Move la scorsa estate, operazione possibile data la presenza di un array di microfoni destinati all’uso con gli assistenti vocali.

Assistenti vocali che si potranno impostare sempre da app, scegliendo se si preferisce usare Alexa o Google, ma non entrambi in contemporanea.

Un’altra operazione che eseguiamo in fase di prima configurazione è l’associazione del telecomando della TV, così che possiamo controllare il volume dell’audio direttamente da esso.

A questo punto la soundbar è pronta per l’utilizzo, sia per l’ascolto dell’audio dal TV che per l’uso stand-alone attraverso la moltitudine di servizi musicali supportati.

All’inizio abbiamo provato ad usarla così, da sola, e già ci ha sorpreso la qualità del suono emesso dagli undici driver inclusi in un prodotto unico. Ma poi per migliorare l’esperienza abbiamo configurato una coppia di Sonos One dietro al divano come diffusori surround. L’audio risulta decisamente più coinvolgente, sia in ascolto musicale – soprattutto con fonti di qualità elevata e dotate di Dolby Atmos, come Tidal – che collegata alla TV. Sonos ci ha fornito una serie di filmati da provare, e dobbiamo dire che ci hanno fatto venire i brividi dal livello di spazialità durante il passaggio di una macchina di Formula 1 nell’omonima serie Netflix, o dai minuti iniziali di Lost In Space quando una combinazione di allarmi e altri rumori ci ha fatto girare la testa di frequente.

Questo grazie alla presenza dei diffusori che emettono l’audio verso l’alto e verso le estremità del device, che riflesso dal soffitto e dalle pareti ci torna dandoci l’impressione di essere in mezzo ad un numero superiore di altoparlanti posizionati tutti intorno a noi, e degli esperti che hanno aiutato Sonos a calibrare al meglio la resa di ogni singolo elemento della soundbar..

Se si ha poi un Sonos Sub da aggiungere al sistema il risultato è ancora superiore, grazie alla profondità dei bassi emessi dal subwoofer. Per migliorare poi l’ascolto in determinate condizioni si possono attivare, dall’app, le funzioni di miglioramento del parlato per rendere i dialoghi più chiari, e il night sound per ridurre i suoni forti ed amplificare quelli deboli per evitare di disturbare i vicini di notte.

Per il resto abbiamo un dispositivo Sonos, e come tutti i dispositivi Sonos è compatibile con decine di servizi musicali in streaming, può essere incluso in gruppi per l’ascolto multi-room, e grazie all’integrazione con gli assistenti vocali è possibile pilotarla con la voce ed avviare una playlist dal proprio servizio musicale preferito.

In conclusione Sonos Arc è la soundbar definitiva: audio eccellente e tecnologie più recenti, ottima sia per il TV che per la musica, sia da sola che in abbinata a due diffusori surround. Certo, 900 euro non sono alla portata di tutti, ma Arc li vale senza alcun dubbio.

Aggiornamento Novembre 2020 ()

Abbiamo avuto l’opportunità di provare nuovamente Sonos Arc in combinazione sia con una coppia di Sonos One in configurazione surround, che con un Sonos Sub, e abbiamo proceduto alla calibrazione TruePlay con un dispositivo iOS. Dobbiamo dire che il risultato è stato ancora più coinvolgente: la presenza del Sub dona una maggiore corposità ai brani musicali, ma migliora notevolmente anche l’audio di film e programmi TV.

Grazie alla presenza del Sub e dei diffusori surround, poi, l’audio emesso dalla soundbar si concentra maggiormente sulle frequenze alte e medie, e grazie al Dolby Atmos riempie anche stanze e saloni di grandi dimensioni.

In alcuni casi, come l’ascolto dell’audio TV o di film ma anche di brani con una maggior presenza di parti strumentali, il TruePlay fa la differenza e riesce a migliorare notevolmente l’effetto sonoro; in altri però abbiamo preferito ascoltare musica disattivando tale opzione. In ogni caso la resa è sempre eccellente.

Consigliamo quindi l’acquisto di una configurazione completa composta da Sonos Arc, una coppia di Sonos One (o Sonos One SL) e un Sonos Sub ai veri amanti dell’audio di elevata qualità, soprattutto se si ha una sala medio-grande.