L’iniziativa si chiama “In vacanza, per davvero” e cerca due gruppi: una famiglia, possibilmente multigenerazionale o allargata, e una comitiva di amici, fino a dieci persone ciascuno. La famiglia selezionata soggiornerà dal 23 al 29 agosto, gli amici dall’1 al 7 settembre. Per sette giorni niente telefono, niente laptop, niente notifiche.
La sede è una dimora seicentesca nella campagna leccese, una masseria circondata da uliveti e agrumeti, con salone, camino, giochi da tavolo, piscina privata e un parco. Il soggiorno è offerto per intero da Airbnb, ma le spese di viaggio per raggiungere la masseria restano a carico dei partecipanti: la vacanza è gratis una volta arrivati, non per arrivarci, e in alta stagione il volo o il treno verso la Puglia non è una voce trascurabile.
Vacanze gratis se accetti di posare lo smartphone
La selezione non è un sorteggio. Chi si candida deve raccontare il legame che unisce il gruppo e spiegare perché desidera disconnettersi: l’azienda cerca una famiglia che da tempo non riesce a sedersi alla stessa tavola e un gruppo di amici allontanati dalla quotidianità. A premiare la candidatura, allora, non è il bisogno ma la capacità di raccontarlo — un filtro che somiglia più a un casting che a un’estrazione.

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I numeri su cui poggia l’operazione arrivano da una ricerca commissionata dalla stessa Airbnb. Quasi un italiano su due vorrebbe staccare dalla tecnologia almeno in vacanza, e oltre il 60% ritiene che l’uso eccessivo dello smartphone peggiori la qualità delle relazioni con i compagni di viaggio. Sono dati che l’iniziativa traduce in esperienza concreta, e che insieme ne costituiscono il principale veicolo promozionale.
Qui sta il dettaglio che merita attenzione. A pagare per la rinuncia al telefono è una piattaforma che esiste attraverso un’app: la prenotazione, la candidatura, l’intera relazione con il cliente passano dallo schermo che si chiede di abbandonare per una settimana. La disconnessione diventa un prodotto, confezionato da chi della connessione fa il proprio mestiere.
Il programma punta su attività fisiche e sensoriali — camminare, cucinare, giocare, parlare — e su un rapporto diretto con il territorio, con i consigli degli abitanti e un momento dedicato ai sapori locali. La masseria, del resto, è lo stesso tipo di struttura che nella zona viene affittata a tariffe elevate: in Salento certi soggiorni di pregio superano le centinaia di euro a notte.
Resta da capire cosa accadrà ai due gruppi nei sette giorni senza schermo, e quanti, tornati a casa, terranno il telefono spento anche solo per la prima sera.