Sony si scaglia contro la Russia: stop all'invio delle PlayStation

Sony ha deciso di schierarsi dalla parte degli altri colossi hi-tech contro la Russia: niente più PlayStation e videogiochi nel Paese.
Sony ha deciso di schierarsi dalla parte degli altri colossi hi-tech contro la Russia: niente più PlayStation e videogiochi nel Paese.

Alla fine anche Sony si è accodata alla lunga lista delle aziende legate al mondo dell’elettronica di consumo che hanno deciso di abbondare la Russia. Il gigante del mondo del gaming, infatti, ha appena comunicato che sospenderà l’invio delle PlayStation e dei videogiochi nel Paese in risposta all’azione militare contro l’Ucraina avviata ormai due settimane fa.

Il colosso hi-tech, inoltre, ha annunciato la donazione di 2 milioni di dollari all’UNHCR e anche a Save the Children in sostegno della popolazione civile in queste ore colpita indiscriminatamente dall’azione bellica voluta da Putin. Sembra, inoltre, come viene riportato anche da Afp, che anche Nintendo abbia deciso di sospendere le spedizioni delle console verso la Russia.

Sony ha deciso di sospendere l’invio delle PlayStation in Russia

Come dicevamo a inizio articolo, in questi giorni tantissime aziende del mondo dell’elettronica hanno deciso di interrompere i propri rapporti commerciali con la Russia. A tal proposito, si fa sempre più verosimile l’eventualità che la Russia possa legalizzare la pirateria informatica come arma di ritorsione contro le big tech che stanno abbandonando il Paese.

La Russia è anche dietro l’incredibile attacco informatico perpetrato ai danni di SolarWinds alcuni mesi fa, uno degli hacking più imponenti mai subiti da parte degli USA, il che rende questa minaccia molto seria e dagli esiti potenzialmente distruttivi. A tal proposito, riportiamo le parole scritte dal giornale online russo Kommersant proprio in merito a questa eventualità:

Tra i possibili bersagli di questa nuova mossa di Mosca dovrebbero pertanto figurare anche i colossi tech statunitensi, che in questi giorni hanno dato vita a una serie di azioni di boicottaggio nei confronti della Russia, a volte anche in maniera esagerata, perché sono andati a colpire quella parte della popolazione, leggi bambini e famiglie come nel caso di Netflix, che nulla hanno a che fare con la guerra.

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