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Siri

Siri: la voce di Apple

Siri è l’assistente vocale di Apple, disponibile per tutti i sistemi operativi del gruppo. Nata nella metà degli anni 2000 da Nuance Communications, il software è stato integrato in iOS 5 a partire dal 2011, con il rilascio di iPhone 4S. Da allora è stato esteso a numerosi device, tra cui iPad, Mac, Apple TV, Apple Watch e il recentissimo HomePod.
Siri è in grado di riconoscere il linguaggio naturale dell’utente e il suo aiuto può essere richiesto per moltissime attività, dalla ricerca online fino alla gestione della casa intelligente. Negli anni, il sistema è divenuto famoso anche per la sua ironia. 

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Nell’universo degli assistenti vocali, Siri di Apple ha certamente un posto d’onore. La voce di tutti i dispositivi targati mela morsicata, infatti, sin dagli esordi ha avuto grande rilevanza sui media, anche con apparizioni in film e serie TV, grazie a una sapiente promozione da parte dei suoi creatori. E sebbene oggi veda sul mercato dei rivali agguerritissimi, come Alexa di Amazon e l’Assistente Google, la proposta di Cupertino è entrata indelebilmente nell’immaginario comune: merito, forse, anche della sua natura ironica.

Di seguito, alcune informazioni sulla storia dell’assistente vocale, uno sguardo alle funzionalità odierne e la sua integrazione con i dispositivi del gruppo californiano, tra cui il nuovo HomePod.

La storia in pillole ()

Siri è di certo l’esperimento di assistenza vocale per dispositivi mobile fra i più longevi, considerando come il suo sviluppo sia incominciato addirittura a metà degli anni 2000. Prima di diventare una delle funzionalità di punta dei sistemi Apple, infatti, il motore di riconoscimento vocale è stato sviluppato da Nuance Communications. A differenza di tutte le precedenti voci per device elettronici, il complesso sistema sviluppato da Nuance si avvaleva di tecnologie di machine learning e di intelligenza artificiale: una scelta vincente, poiché ha permesso a Siri di comprendere il linguaggio naturale, ricavando informazioni dal contesto anche in assenza di comandi precisi.

La prima apparizione di Siri sui device Apple, come funzionalità integrata direttamente nel sistema operativo, risale al 2011, con il rilascio di iPhone 4S e iOS 5. Disponibile inizialmente solo per questo smartphone, e offerta in inglese, tedesco e francese, la feature riuscì sin da subito ad attirare le attenzioni del pubblico e della stampa. Per interagire con l’assistente, infatti, non era necessario ricorrere a frasi preimpostate affinché potesse capirle, bensì approfittare della normale conversazione. Apple, inoltre, ha avuto l’intuizione di rendere Siri ironica, includendo anche la capacità di riconoscere e pronunciare battute, un fatto che l’ha resa molto popolare fra gli utenti.

Lo sbarco in Italia è avvenuto l’anno successivo, con iOS 6, e nel corso degli anni Siri è stata progressivamente estesa su tutti i device targati mela morsicata: dagli iPhone agli iPad, passando per le Apple TV vendute in alcuni Paesi, i Mac, gli Apple Watch e il recentissimo HomePod. Fra le varie introduzioni di questi anni, oltre a un’interfaccia minimalista a partire da iOS 7, il comando always-on di “Hey Siri” a partire da iOS 9 e le Siri Shorcuts – ovvero i Comandi Rapidi nella versione italiana del sistema operativo – con iOS 12.

Per funzionare, Siri si avvale di un grande cervello digitale sulla nuvola. La domanda effettuata dall’utente viene memorizzata dal sistema e, dopo essere stata resa anonima, viene inoltrata ai server Apple. A questo punto, l’hardware del gruppo dedicato al riconoscimento vocale e al machine learning interpreta la richiesta, elabora una risposta e la manda al dispositivo dell’utente.

Funzioni ()

Siri, funzioni

L’assistente vocale di Apple è in grado di assolvere a moltissime funzioni, molte delle quali acquisite con la sua evoluzione del tempo. Innanzitutto, Siri può essere istruita per chiamare il proprietario con un nome o un nickname di propria preferenza, rendendo così l’interazione più personalizzata. Dopodiché, la voce elettronica di iOS e macOS può effettuare ricerche sul web, gestire le chiamate e i messaggi, prendere note e fissare appuntamenti, monitorare il meteo, avviare la riproduzione musicale o le fotocamere, allertare i servizi di sicurezza o soccorso, gestire i dispositivi per la smart home e molto altro ancora.

Da qualche anno la società di Cupertino ha reso disponibile un SiriKit, affinché le funzionalità dell’assistente possano essere inserite in applicazioni di terze parti, mentre da iOS 9 il sistema è in grado di analizzare le abitudini dell’utente o informazioni in base al contesto, per avviare comandi ripetuti. Ad esempio, se si è soliti ascoltare musica tutti i giorni durante l’allenamento, Siri apprenderà automaticamente questa routine e proporrà, nell’orario del workout, l’avvio della propria playlist preferita.

Così come già accennato, la capacità di riconoscere il linguaggio naturale non richiede specifici comandi per interagire con Siri.

Siri Shortcuts ()

Siri Shortcuts

Con la presentazione di iOS 12 – avvenuta nel giugno del 2018 per un lancio agli utenti finali nel settembre dello stesso anno – Apple ha introdotto una funzionalità particolarmente utile alla voce dei suoi dispositivi: le Siri Shortcuts, note in Italia come i Comandi Rapidi di Siri. In breve, l’assistente vocale riconosce le routine dell’utente con le applicazioni di terze parti e, di conseguenza, propone a schermo dei suggerimenti per accedervi con un solo tocco.

Siri suggerisce i comandi rapidi quando l’utente ne ha effettivamente bisogno – ad esempio, se segue una determinata abitudine tutti i giorni al momento della colazione – e il proprietario del device non dovrà fare altro che selezionare la shortcut proposta a schermo per avviare la sua attività. Non è però tutto, poiché queste scorciatoie possono essere anche definite dall’utente, tramite il comando “Aggiungi a Siri”. Quando ci si trova nella propria applicazione preferita, infatti, si potrà memorizzare una frase specifica affinché l’assistente siano in grado di avviare una determinata attività ogni volta che il comando viene pronunciato.

Tra Apple TV e HomePod ()

HomePod

Tra le varie implementazioni di Siri che stanno ottenendo maggiore successo, di certo vi sono quelle dedicate alla smart home. Grazie a HomeKit, il framework di Apple per la gestione di tutti i dispositivi per la casa connessi, l’assistente vocale potrà essere attivata per gestire una lampada intelligente, per monitorare i sistemi di sicurezza della casa, per regolare termostati smart e molto altro ancora.

Questa possibilità è resa ancora più efficiente dall’abbinamento di Siri con alcuni device di Cupertino, noti per fungere proprio come hub per la smart home. Il primo è Apple TV, anche se l’abilitazione di Siri è disponibile soltanto in alcuni Paesi: il set-top-box di Cupertino, infatti, può fungere come centro nevralgico per tutti i device all’interno dell’abitazione, anche di terze parti. Il secondo è HomePod, l’altoparlante intelligente presentato lo scorso anno da Apple e offerto sul mercato, al momento solo in alcune nazioni, dall’inizio del 2018.

La caratteristica principale di HomePod è la possibilità di riprodurre musica in qualità elevatissima, grazie al suo sistema di riconoscimento intelligente delle caratteristiche della stanza in cui è inserito. A seconda delle dimensioni e della forma della camera, infatti, lo speaker adegua automaticamente la riproduzione per garantire la massima qualità possibile. Grazie alla presenza di un processore della famiglia A8, tuttavia, HomePod può avvalersi anche della ricerca vocale di Siri, ad esempio per regolare le proprie playlist preferite su Apple Music. Le funzioni collegate all’assistente sono in continua evoluzione, a partire da chiamate e messaggi, e non si esclude che in futuro possa diventare il dispositivo di riferimento per l’abitazione intelligente.