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pirateria

Per pirateria si intende la violazione di copyright, nella fattispecie nel mondo digitale, con la riproduzione di file o contenuti al di fuori dei sistemi autorizzati. Nel tempo, però, il significato avvertito di copyright è cambiato in seguito all’imporsi di tecnologie che rendono difficile la tutela (e quindi la protezione) dell’unicità di produzione. L’utenza ha cambiato così la propria comprensione culturale del copyright, delle tecnologie di gestione dello stesso (DRM, Digital Right Management) e per logica conseguenza del significato di pirateria. Oggi la pirateria comprende tanto l’aggiramento di un sistema di protezione con crack di varia natura, quanto l’installazione su più unità di software autorizzati per unità singole (underlicensing). La pirateria si è però diffusa soprattutto in ambito musicale e cinematografico: i canali P2P hanno perpetrato una nuova idea di accesso libero alla musica forzando così il passaggio verso le nuove modalità di fruizione digitale dei brani, mentre nella cinematografia il tutto ha contribuito alla parallela caduta del videonoleggio come forma di accesso privilegiata alle produzioni. Negli Stati Uniti la RIAA e l’MPAA (associazioni in difesa delle grandi case produttrici) hanno combattuto a lungo contro la pirateria tentando il braccio di ferro legale con l’utenza, portando così avanti migliaia di cause legali e tentando di imporre la legge sull’abitudine. Quest’ultima, però, ha avuto la meglio: dopo una prima fase in cui la prova di forza ha fallito, le major hanno iniziato una progressiva ricerca di nuovi modelli di business in grado di trasformare il rischio in opportunità e le minacce in risorse. La pirateria è oggi ancora un fenomeno da combattere, ma negli anni è emersa maggior consapevolezza dei cambiamenti culturali in atto e l’industria ha imparato soprattutto ad assecondare la domanda invece di imporre l’offerta. Il primo grande nome collegato al fenomeno della pirateria musicale è stato Napster, seguito da Kazaa e quindi da una moltitudine di simil-eMule. L’avvento di BitTorrent ha ulteriormente arricchito il panorama del P2P, ma nel frattempo, in parallelo ad una progressiva maturazione dell’industria verso le nuove forme di distribuzione emergenti, la pirateria ha iniziato ad essere combattuta anzitutto come fenomeno culturale da spiegare e far comprendere. In Svezia, nel frattempo, ha preso forma addirittura un partito che usa la pirateria come chiave di interpretazione della società, come simbolo di ribellione dalle imposizioni di una normativa (quella sul copyright) considerata ormai vetusta ed al di fuori dei nuovi principi ai quali dovrebbe ispirarsi il nuovo mercato. Il cosiddetto Partito Pirata (“Piratpartiet”, capitanato dall’ispiratore Rickard Falkvinge) ha ottenuto un importante riconoscimento alle elezioni europee del 2009, riuscendo addirittura ad ottenere un seggio al Parlamento europeo. Scheda su Wikipedia

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Ogni anno è colpa del Web: pedofilia, terrorismo, violenza, ma con l’arrivo del 2018 e di una campagna elettorale chissà a quali livelli arriveremo.