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Animal Crossing: Let’s Go to the City

Tornano gli amati animali e il serafico villaggio. Dov'è la novità?

Voto WebNews
7,3
Data di uscita

5 Dicembre 2008

Giudizi
  • Giocabilità7,7
  • Grafica7,0
  • Sonoro6,0
  • Multiplayer7,0
  • Longevità9,0
Pro

Tornano, più belli di prima, gli animali e il villaggio, con la consueta formula di gioco e longevità, a cui si aggiungono alcune interessanti novità

Contro

Le novità sono però davvero poche e, chi ha giocato i precedenti episodi potrebbe non essere motivato a rifare tutto daccapo. Il gameplay risulta abusato e le musiche deludenti

Di ,

Giocabilità

Anche in Animal Crossing Let’s Go To the City potrete raccogliere tutto quanto vi capiti sotto mano, dai fiori ai frutti, dalle conchiglie ai soldi sugli alberi, mentre altri con gli appositi strumenti come, per esempio, un retino, col quale sarà possibile catturare gli insetti (la cui tipologia varia a seconda della stagione), o una canna da pesca, con cui tentare di pescare un pesce da record, o ancora un’ascia, per abbattere gli alberi, e una vanga, per piantarne di nuovi o per scavare in cerca di fossili (da aggiungere al museo del logorroico gufo Blatero) e tesori nascosti e oggetti dimenticati (mobili, carte da parati, tappeti e tanto altro ancora).

Uno dei pochi elementi nuovi, in questo contesto, è il fungo che potrete scegliere di tenere o vendere al buon Nook, il cui negozio sarà una vera panacea per il giocatore e dal quale è possibile vendere e comprare strumenti e oggetti necessari a svolgere meglio i lavori.

In generale, non sono state apportate modifiche significative al gameplay e le poche innovazioni presenti riguardano elementi marginali come il controllo del personaggio, adesso effettuabile sia tramite l’accoppiata Nunchuk + Wiimote (con A come tasto azione e la levetta analogica del controller come frecce direzionali), sia con il solo telecomando del Wii usato come puntatore. Molto intuitivo e davvero divertente specie durante le sessioni di pesca, nelle quali saranno sufficienti una serie di colpetti ben assestati per catturare un pesce. Il d-pad, inoltre, servirà da scorciatoia per accedere all’inventario in maniera rapida, scorrendo i vari oggetti più velocemente rispetto a quanto potremmo fare fermando il gioco per accedere al menu.

Ancora una volta le azioni sono scandite dal trascorrere del tempo, che passa in maniera del tutto analoga ai precedenti episodi, ovvero tenendo conto del tempo reale (per cui, se nella vita vera saranno le 17:00 e il sole lascerà spazio al crepuscolo, anche in Animal Crossing Let’s Go To the City la luce diurna comincerà a lasciare spazio alla notte). Il tutto grazie all’orologio e al calendario interni del Wii, per cui ci sarà il Natale, la Pasqua, Halloween e tante altre festività e ricorrenze!

Ogni abitante del villaggio ci riserverà grandi momenti di ilarità durante i dialoghi e particolari richieste nei che andranno soddisfatte per mantenere un buon rapporto con ciascun animale ed evitare che scappi via dal villaggio imballando i suoi scatoloni da trasloco.

Le novità di maggior rilievo riguardano il gioco online e la possibilità di recarsi in città, elemento, questo, che permette a Animal Crossing Let’s Go To the City di evadere dal solito villaggio almeno per un po’, alla ricerca di qualcosa di sfizioso da comprare o per passare del tempo.

Se il multiplayer online permette, previo codice amico, di ospitare fino a quattro persone contemporaneamente nello stesso villaggio e di comunicare con ognuna di esse mediante il nuovo dispositivo Wii Speak (un microfono che si appoggia sul televisore dopo averlo opportunamente collegato a una delle due porte USB del Wii), di contro visitare la città consente di accedere a una serie di negozi che permettono di ottenere oggetti altrimenti introvabili, come le "rarità" di Volpolo (occhio alle truffe), i vestiti alla moda di Savannah (occhio al portafogli) e altre amenità del genere, oltre a qualche "new entry" come la casa delle aste, gestita da un giroide (evviva la fantasia!) in cui è possibile partecipare ad aste online per oggetti insieme ad altri utenti collegati online, e una sorta di gioielleria.

Presente all’appello anche la parrucchiera, che, previo pagamento, consentirà di cambiare il look del personaggio con nuove acconciature. Interessante è la possibilità di cambiare il volto utilizzando uno dei Mii presenti nella memoria del Wii.

Giudizio tecnico

Animal Crossing Let’s Go To the City non ha molto di nuovo da dire sul piano tecnico. Siamo dinanzi a una versione per Gamecube leggermente più rifinita da un punto di vista prettamente grafico. Texture e poligoni dei personaggi rimangono ancora un po’ grezzi, volutamente, e nessun elemento innovativo è stato introdotto su questo fronte.

Già gli screenshot e i video che girano su Internet da tempo potevano farci capire come questo episodio rappresentasse il tentativo, palese, di unire i pregi di Wild World per DS con le peculiarità tecniche della versione per console da casa, anche se onestamente ci saremmo aspettati qualcosa di più, specie dopo aver giocato a capolavori come Super Mario Galaxy e chicche come Zack & Wiki, tanto per citarne alcuni, che puntavano molto sull’aspetto estetico (il primo per la pulizia grafica, il secondo per l’originalità del cel-shading utilizzato in maniera superlativa).

Nota dolente per il sonoro. Le musiche, sempre uguali a quelle per la versione portatile, rivelano una scarsa volontà da parte di Nintendo di proporre qualcosa di nuovo, fosse anche un mero contentino. Vocine, effetti sonori e suoni onomatopeici a parte, che per fortuna sono gli stessi dei precedenti episodi, il reparto audio è deludente e abusato.

È ovvio che chi gioca ad Animal Crossing Let’s Go To the City senza aver giocato agli altri capitoli lo troverà ideale per cominciare a creare un villaggio, per relazionarsi con i vari animali presenti e per scambiare oggetti con utenti online. Chi ha già provato i precedenti capitoli, invece, non sarà poi così motivato a rifare tutto da capo, mettendosi di nuovo alla ricerca di ogni fossile, di ogni quadro, di ogni insetto e pesce, ecc. E questo non è un bene.