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Call of Duty 5: World at War

Una nuova chiamata alle armi, coinvolgente e appasisonante

Voto WebNews
8,8
Data di uscita

14 Novembre 2008

Giudizi
  • Giocabilità8,5
  • Grafica8,0
  • Sonoro9,0
  • Multiplayer9,5
  • Longevità9,0
Pro

Campagna appassionante, giocabile fino a  4 giocatori in co-op. Ottima grafica e audio. Il  multiplayer è virtualmente infinito

Contro

Fisica degli oggetti scarna e ambienti spesso non distruttibili

Di ,

Giocabilità

Con il passaggio di testimone dagli Infinity Ward ai Treyarch, si temeva che la giocabilità della serie di Call of Duty ne avrebbe risentito e che potesse forse risultare più scialba dei precedenti capitoli. Invece Call of Duty: World at War si è dimostrato all’altezza, se non superiore, al precedente episodio. Gli sviluppatore hanno preso le caratteristiche migliori di Modern Warfare e le hanno ampliate fino all’inverosimile.

Facendo un rapido e quanto mai sintetico paragone tra passato e presente, possiamo dire che i comandi rimangono gli stessi, quindi per i “veterani” riprendere in mano mouse e tastiera o pad che sia sarà impresa facile. Cambia invece la modalità campagna, questa volta giocabile in cooperativa, è possibile guidare mezzi altamente distruttivi come il carro armato e, fortunatamente, il gioco durerà molto di più di Call of Duty: Modern Warfare.

Altro tassello molto importante, anche in questa edizione, è il multiplayer che in Call of Duty: World at War ricopre una parte fondamentale. Il team di sviluppo è infatti riuscito a migliorare anche questa modalità, già molto divertente nel quarto episodio, rendendo le partite online ancora più avvincenti. Le novità sono davvero tante.

Tanto per cominciare, le mappe disponibili dimostrano quanto lavoro sia stato fatto per accontentare il maggior numero possibile di utenti, vecchi e nuovi: l’ampiezza dei campi di battaglia garantisce non solo un’impostazione più ragionata delle battaglie, ma dà anche la possibilità di aumentare la velocità di alcune manovre e di impiegare diverse strategie.

Per tornare a un altro paragone, in Modern Warfare l’impostazione dei conflitti a fuoco non favoriva molto le strategie di gruppo. In Call of Duty: World at War rimanere vicini ai propri compagni aiuta invece ad aumentare il volume di fuoco e a coprire meglio gli assalti.

Persino l’arsenale a disposizione favorisce un’azione l’azione più ragionata: le granate, ad esempio, non saranno più efficaci come in passato, causa la lentezza dell’innesco e dell’ampiezza della mappa. Di contro, le pistole e le armi semiautomatiche sono state modificate e, adesso, arrecano più danno che in passato.

A questo va aggiunta l’azione di gruppo, più efficace ed importante rispetto alla bravura del singolo. In Call of Duty: World at War la cooperazione premia la sopravvivenza di ogni singolo componente della propria squadra.

Ma le novità del multiplayer non sono ancora finite! Oltre alle armi, cambiano anche i bonus sbloccabili. Se prima il bonus era costituito dagli elicotteri che si limitavano a colpire i nemici quando capitavano a tiro, adesso abbiamo dalla nostra (se si riesce a sbloccarla), la sorprendente fanteria cinofila, la quale, grazie al fiuto canino, può rilevare la posizione dei nemici, stanarli e persino aggredirli.

Ulteriore novità sta nell’introduzione, in alcune mappe multiplayer, dei veicoli e della possibilità di far parte di squadre d’assalto, alla stregua di quanto avviene nei giochi della serie Battlefield.

Infine, il sistema dei riconoscimenti, già ottimo in Call of Duty 4, basato sui perks, è rimasto pressoché immutato. Ci sono: avanzamenti di grado, armi da sbloccare e abilità speciali, le classi preimpostate e quelle da creare unendo a nostro piacimento armi e equipaggiamenti via via che questi vengono sbloccati. Anche le modalità di gioco e le sfide da superare per aumentare il punteggio sono molto simili al predecessore. Tuttavia, anche qui restiamo sorpresi da una modalità del tutto spiazzante e inattesa, la modalità Zombie, nella quale si deve sopravvivere a orde di soldati non-morti!

Giudizio tecnico

Il motore grafico che fa girare il gioco è lo stesso di Call of Duty: Modern Warfare, ma modificato e migliorato sotto molti punti di vista. Le texture, per la maggior parte, sono in alta definizione e molto dettagliate e la cura nel ricostruire gli ambienti è molto più particolareggiata.

Le animazioni sono molto realistiche e le esplosioni provocano danni ad alcuni edifici e, in molti casi, lacerano i corpi dei soldati. Unico neo è l’assenza quasi totale della fisica applicata gli oggetti, visto che molto spesso sembra di interagire con un mondo scolpito nell’acciaio. Ci sembra un controsenso e un passo indietro nel tempo.

Il comparto audio, invece, riesce ad immergere totalmente il giocatore nella concitazione della battaglia. Ritrovarsi in un conflitto a fuoco tra due eserciti lascia esterrefatti: bombe che esplodono in lontananza, proiettili che fischiano nel vento, soldati che strillano, aerei che si avvicinano pericolosamente, cannoni che ruggiscono vomitando fuoco… Anche la colonna sonora di Call of Duty: World at War alterna musiche epiche, perfette anche per un film di guerra hollywoodiano, a pezzi rock ottimamente inseriti amalgamati nel contesto bellico.