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Guild Wars 2

Il cammino per il ritorno a Tyria è ancora lungo, ma già ricco di grandi novità!

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Guild Wars 2 è un MMO fortemente atteso da tutti gli appassionati del genere, complice il grande successo riscosso dal primo capitolo: 6 milioni di copie vendute hanno creato una base d’utenza semplicemente enorme, che ha spinto la casa di sviluppo ArenaNet a iniziare i lavori sul seguito, in un progetto che non vuole stravolgere nulla di quanto visto in precedenza, bensì lavorare per ampliare e migliorare gli aspetti più apprezzati.

Tra novità e riconferme, sicuramente c’è una cosa che non cambia e che farà la felicità di tutti i giocatori: anche per Guild Wars 2 non sarà adottata una formula a pagamento mensile. Al contrario di mostri sacri quali World of Warcraft, la serie di Guild Wars si è infatti distinta, in passato, per richiedere esclusivamente l’esborso del prezzo d’acquisto del gioco, senza ulteriori abbonamenti mensili per poter utilizzare i server che ospitano le partite.

Una formula, questa, decisamente in controtendenza per il genere, anche se a dirla tutta la definizione di MMORPG è sempre andata decisamente stretta alla creazione di NCSoft. In parte perché il gioco andava a utilizzare un meccanismo di istance che, sostanzialmente, configurava in maniera radicalmente diversa la vita sui server di gioco, e in secondo luogo perché gli sviluppatori stessi hanno sempre preferito definire il gioco come un CORPG, ovvero Competitive Online Role-Playing Game, un genere che inizia e finisce proprio con la nascita di Guild Wars.

Per Guild Wars 2 le cose si apprestano a cambiare e, sotto questo punto di vista, le novità in arrivo sono tutt’altro che trascurabili: invece di generare infinite istanze diverse in cui ogni party prende il largo verso un’avventura a sé stante, il mondo di gioco assumerà tratti decisamente più simili a quelli di un MMORPG vero e proprio, presentando vaste aree in cui i giocatori potranno incontrarsi fra loro e cooperare nell’affrontare le missioni, nonché organizzare scontri fra singoli o interi clan.

Una novità non da poco e che non ha mancato di suscitare un certo interesse nei confronti di chi, pur avendo amato il primo capitolo, non ha tardato ad accusare una certa ripetitività dell’azione, causata da una struttura del mondo di gioco a lungo andare troppo limitata e incapace di rinnovarsi a sufficienza (nonostante, in questo senso, le espansioni uscite abbiano contribuito in maniera positiva).

La storia di questo seguito inizia circa 250 anni dopo la conclusione di fatti narrati in Eye of the North (espansione di Guild Wars che funge da raccordo tra il primo e il secondo capitolo, permettendo anche di portare dall’uno all’altro alcuni oggetti e riconoscimenti), quando una nuova minaccia di distruzione totale adombra l’intero mondo conosciuto. In questo non è difficile ravvisare una certa somiglianza con Cataclysm, espansione di WoW, similitudine che si espande anche alla creazione di nuove aree di gioco tra cui alcuni livelli interamente sottomarini, in cui esplorazione e combattimenti subacquei la faranno da padroni.

Nuove conformazioni di terreno richiedono, chiaramente, anche nuove modalità di movimento ed è per questo che gli sviluppatori hanno inserito la possibilità di saltare (decisamente una mancanza molto sentita dai giocatori!), nonché quella di arrampicarsi e, come detto, di nuotare nelle zone acquose. Una libertà di movimento, insomma, che dovrebbe garantire al giocatore un agio negli spostamenti anni luce avanti rispetto al primo capitolo e che fa il paio con un’altra grande novità…

Mentre nel primo episodio si era optato per un sistema di controllo punta e clicca, che utilizzava il mouse per indicare all’avatar in che punto della mappa muoversi o compiere un’azione (esattamente come avviene nella saga di Diablo), in Guild Wars 2 questo aspetto è stato completamente rivisto. Il personaggio gode ora di un movimento libero in ogni direzione (in stile action-adventure in terza persona) e si trova oltretutto calato in un mondo di gioco che, alla luce di questo, è stato totalmente rifatto in una grafica completamente tridimensionale.

Le novità di gameplay sono però ben lungi dal fermarsi qui e contemplano la presenza di un ciclo giorno/notte molto realistico, che va a influenzare direttamente la possibilità di incontrare mostri di vario tipo a seconda della luce presente. L’idea è dunque quella di prepararsi a combattere misteriose creature notturne in grado di muoversi meglio con la complicità delle tenebre; anche la possibilità di affrontare particolari missioni al calar del buio dovrà essere attentamente valutata dai giocatori.

Interessante, poi, è la presenza di effetti atmosferici variabili (di cui non è ancora data sapere l’importanza a livello di esplorazione e combattimenti), così come la possibilità di entrare in luoghi chiusi e precedentemente inaccessibili, con molti edifici liberamente esplorabili.

Insieme alle nuove e numerose razze (alcune dotate di particolari poteri magici che permettono la trasformazione in animali), sono da sottolineare anche le modalità di gioco: il classico PvE ha una struttura a eventi in cui, in particolari date, i giocatori sono invitati a prender parte a missioni dal carattere epico, in altre parole eventi che scandiscono lo scorrere nel tempo del mondo di gioco.

Il PvP si fa portatore di grandi novità perché, oltre a mantenere lo scontro fra clan, introduce anche una più ampia possibilità di confronto, che si traduce in una sorta di enorme schermaglia in cui le battaglie assumono proporzioni enormi e richiedono al giocatore sessioni di gioco più lunghe e impegnative.

In ultimo, la crescita del personaggio sarà legata non solo al grinding puro e semplice, ma anche al completamento di missioni, quest e alla partecipazione a eventi particolari, in grado di dare bonus di grande importanza. Il livello massimo, in precedenza lvl 20, sarà generosamente ritoccato verso l’alto, tra voci che ne indicano un upgrade a lvl 100 e altre che vorrebbero addirittura l’abbattimento di qualsiasi tetto massimo!

Resta, invece, molta confusione sulla data di uscita del gioco: previsto, inizialmente, per il 2009 e poi per il 2010, Guild Wars 2 pare ora slittato (anche in virtù del successo di Aion, edito dal medesimo publisher) al 2011, con l’eventuale possibilità di una sessione beta (inizialmente smentita categoricamente, ma su cui la software house sta progressivamente tornando) nel corso dell’anno corrente. Sembra insomma che i lavori siano tutt’altro che terminati e, come sempre, non resta che attendere pazientemente di poter tornare a Tyria, ingannando magari l’attesa con una rispolverata al primo episodio.