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RAGE

Caricate i fucili, il nuovo re degli FPS è finalmente arrivato!

Voto WebNews
9,0
Data di uscita

7 Ottobre 2011

Giudizi
  • Giocabilità9,5
  • Grafica9,5
  • Sonoro9,0
  • Multiplayer8,0
  • Longevità9,0
Pro

Comparto visivo e character design straordinari. Ambientazione fascinosa e ben costruita. Longevità in singolo più che soddisfacente. Sezioni racing entusiasmanti. Sistema di puntamento solido e comparto sonoro avvolgente.

Contro

Multiplayer riduttivo rispetto al potenziale offerto dall'ambientazione. Mancanza di un valido sistema di checkpoint.

Di ,

Trama

Atteso per anni da milioni di gamer al pari di un vero e proprio messia, RAGE giunge alla prova del pad carico di ingenti responsabilità, prima fra tutte, quella di tener fede allo storico lignaggio id Software. Se a qualunque altro action game in soggettiva basterebbe difatti rivelarsi performante per guadagnare i favori del pubblico, un titolo firmato da John Carmack e soci è per natura tenuto a rivoluzionare gli standard del settore, pena l’inesorabile perdita di una reputazione che inquadra, a tutt’oggi, i membri della celebre azienda texana quali sovrani assoluti della categoria.

Come i lettori più impazienti avranno già avuto modo di notare sbirciando il voto campeggiante in testa alla pagina, RAGE pare essersi in ogni caso dimostrato all’altezza di questo compito. Piuttosto che ripetere i medesimi errori di Doom 3, esso non si limita infatti ad ottimizzare soluzioni di gioco preesistenti, ma amplifica sostanzialmente gli orizzonti concettuali del genere cui appartiene, addentrandosi pertanto in un territorio che soltanto Borderlands, seppure in piccolo, aveva finora osato esplorare.

Analogamente al titolo realizzato dai ragazzi di Gearbox Software, anche RAGE prende corpo nell’ambito di un’ambientazione post-apocalittica. Ridotto a un desolante deserto dall’impatto di un asteroide, il pianeta Terra è ora popolato da orrendi mutanti e crudeli banditi i quali, riunendosi spesso in spietate gang, non fanno altro che contendersi le poche risorse rimaste a colpi di arma da fuoco, machete e sportellate.

All’ombra di questo contesto, il giocatore viene chiamato a gestire interessi, vita ed evoluzione personale di un insolito outsider ritrovatosi solo al mondo, dopo aver preso parte ad un esperimento volto a garantire alla umanità post impatto la chance di ricostruire una società vivibile. Saggiamente rinchiusi all’interno di vasche criogeniche denominate Arche, i partecipanti al Progetto Eden appartenevano infatti all’elite genetica della specie: individui particolarmente dotati, le cui abilità avrebbero dovuto preservare i valori della civilizzazione.

Sulla base di quanto emergerà allo stesso risveglio del nostro alter ego, qualcosa dev’essere tuttavia andato per il verso sbagliato… Da qui l’inizio di una lunga ricerca volta non solo a far luce sulle origini del protagonista e sulle cause stesse del fallimento del progetto, ma anche a ripristinare un certo ordine morale tra le tortuose vie delle Wasteland.

Il viaggio in questione, si rivela ben presto l’incipit ottimale per esplorare a fondo un concept davvero poliedrico, in cui elementi RPG e spettacolari sezioni racing vanno armoniosamente amalgamandosi con la succitata anima FPS. Grazie al parallelo supporto di una robusta struttura aperta, il gioco favorisce anche l’approccio esplorativo, offrendo al giocatore la possibilità di interagire con gli abitanti del luogo e partecipare delle rispettive problematiche.

Anziché optare per la più tradizionale e prevedibile opportunità di gestire la distribuzione dei punti esperienza maturati dalla risoluzione di side quest ed eventi primari, gli sviluppatori hanno preferito porre spiccata enfasi sulla personalizzazione di armi e veicoli: una soluzione che non può che creare un feeling del tutto unico tra l’utente e la sua controparte virtuale.

Per quanto il cuore di RAGE batta al ritmo dei più serrati sparatutto in soggettiva, sorprende in ogni caso l’attenzione riservata dai suoi autori alle sezioni a bordo di veicolo. Ben lungi dal risolversi in un mero riempitivo teso a coprire le distanze maggiori, queste ultime vantano difatti uno spessore notevole, sia che si tratti di gareggiare per raggiungere un traguardo o di affrontare serrate schermaglie in movimento… Non è in tal senso esagerato sostenere che, con un modello di guida tanto efficace e un engine fisico così suscettibile, RAGE potrebbe riscuotere pareri entusiastici persino se inquadrato unicamente come racing game.

Nel caso qualcuno se lo fosse chiesto, è d’uopo precisare che questo sostanzioso patrimonio concettuale gode soprattutto del supporto di un sistema di puntamento quanto mai solido. Grazie all’implementazione di un’interfaccia di comando molto reattiva, padroneggiare le armi, come pure assimilare le meccaniche legate a mira e gestione dei punti di copertura risulta immediato, con ovvie conseguenze sulla curva di apprendimento. Tanto per capirci, non impiegherete che pochi minuti prima di piazzare qualche buon head shot, e in men che non si dica sarete già in grado di giocare con le vostre regole, sfruttando appieno ogni risorsa presente in scena. Oltre al ruggito delle vostre armi potrete peraltro fare appello anche ad attacchi corpo a corpo, dato che, un po’ come avveniva nel recente Bulletstorm targato Epic Games, il vostro alter ego potrà aver giustizia dei suoi avversari anche con attacchi corpo a corpo.

Una struttura tanto articolata non può che favorire un coefficiente di longevità più che soddisfacente: basti pensare che, per terminare la modalità storia in singolo senza nemmeno completare tutte le quest secondarie, occorreranno almeno 20 ore di gioco pieno. Per avere una vaga idea del potenziale vantato in tal senso dalla rispettiva sezione multiplayer occorrerebbe invece fare un passo indietro: in barba ad ogni FPS moderno, RAGE non sembra riservare troppa attenzione a quest’aspetto del gameplay. Chi si aspettava una vagonata di opzioni a tema, rimarrà in pratica spiazzato.

Piuttosto che declinare il concept di gioco in una miriade di sotto modalità, gli sviluppatori hanno difatti preferito eviscerarlo nell’ambito di due soli format: il primo di essi, Road Rage, vede un massimo quattro utenti impegnati a scorrazzare lungo pittoresche arene chiuse, nel tentativo di eliminarsi l’un l’altro o di schivare improbabili ostacoli. Il secondo consiste invece di un piacevole co-op a due giocatori, incentrato sul completamente di nove missioni inedite rispetto a quelle incluse nella modalità in singolo. Benché divertenti e ben collaudate, entrambe le soluzioni si rivelano alla lunga limitanti ed è ovvio che, ben presto, la maggior parte dei giocatori finirà per avvertire la mancanza di ulteriori varianti sul tema. Va da sé che id Software sarà presto chiamata a colmare questo gap, sfruttando magari i favori del mercato DLC.

Prima di avviarci alla conclusione della nostra analisi, occorre a questo punto apporre un ingombrante accento sullo spettacolo visivo offerto da RAGE. Da questo punto di vista, il codice sviluppato nei laboratori id Software vanta infatti connotati prodigiosi, i quali non possono che proiettarlo ai vertici dell’attuale generazione videoludica. Ancor prima che riflettersi lungo dettagli prettamente tecnici quali accurata rappresentazione degli ambienti, complessità dei modelli poligonali, fluidità delle animazioni e qualità delle texture, il potenziale grafico di RAGE emerge tuttavia maestoso sotto il profilo artistico. A partire dalle polverose cromie adottate per definire gli scenari, passando per la duttile espressività dei personaggi fino a giungere al design abbinato a veicoli ed armi, il tutto trasuda uno stile ed un’ispirazione rari, che infondono all’intero universo di RAGE un’identità unica.

Corroborata da un impianto audio assemblato con piglio maniacale, sia quanto ad effettistica che in termini di doppiaggio anglofono, questa vera e propria visione ha il pregio di colpire all’istante l’immaginario del giocatore, salvo poi avvolgerlo progressivamente fino a distillare un’esperienza di rara intensità. Una volta varcata la soglia del mondo di RAGE, si finisce in pratica col divenirne inesorabile parte integrante, proprio come accade in capisaldi quali Fallout 3 e BioShock.

In relazione a quanto detto non possiamo a questo punto esimerci dal consigliare a man bassa l’acquisto di RAGE, concedendoci persino il lusso di suggerirlo anche a chi non è solito cedere al fascino degli sparatutto. Eventi del genere travalicano in effetti i meri confini di categoria e ogni gamer che si rispetti non dovrebbe privarsene mai e poi mai!