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Lycos: attaccato il sito makelovenotspam.com

L'iniziativa 'Make love not spam' di Lycos era stata fin dal principio contestata per le modalità usate nel rispondere al problema dello spam. Ora anonimamente qualcuno ha risposto: attaccato il sito, lasciato un messaggio minatorio.

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La legge del taglione non funziona nemmeno online. Ne sa qualcosa il gruppo Lycos che, dopo aver lanciato un’iniziativa per agire ostruzionisticamente sui server degli spammer, si trova a dover subire proprio il contrattacco degli spammer stessi.

Gli spammer hanno dunque restituito a Lycos la moneta rappresentata dall’iniziativa “Make love not spam“. L’idea di Lycos era quella di distribuire su larga scala uno screensaver che, una volta attivato, avrebbe lanciato segnali ai server incriminati di spam rallentandone le attività. Lycos ha anche predisposto un sito apposito per spiegare e diffondere l’iniziativa, ma è proprio sul sito makelovenotspam.com che la controparte ha sfogato la propria vendetta.

L’attacco al sito legato a Lycos avrebbe visto la fine dei propri effetti in mattinata. Colui che è riuscito a manomettere il sito ha lasciato il seguente messaggio: «Si, attaccare gli spammer è cosa sbagliata. Tu lo sai questo, tu non dovresti farlo. Il tuo indirizzo IP è stato registrato e verrà segnalato al tuo provider per le opportune azioni».

La risposta lasciata sul sito (vista la situazione se ne attribuisce la responsabilità direttamente a qualche gruppo implicato nell’invio di spam) trova consensi non solo tra gli spammer: vari organi di stampa hanno stigmatizzato l’operato di Lycos ricordando come il reagire con un DDoS ad un’azione di spam non sia propriamente metodo congruo per risolvere il problema. Il fine non giustifica il mezzo, insomma. Il sito è nuovamente online e lo screensaver anti-spam è nuovamente disponibile al pubblico.

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