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L’UE apre una indagine su Qualcomm

La Commissione Europea ha reso nota la decisione di aprire una indagine antitrust nei riguardi della società americana Qualcomm. Sotto inchiesta un probabile abuso della posizione dominante di Qualcomm nel mercato della telefonia mobile

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Qualcomm Inc., il secondo più importante produttore al mondo di chip per la telefonia mobile, potrebbe aver violato le regole imposte dalla Commissione Europea adottando un comportamento anti competitivo nei confronti delle società concorrenti. A lanciare l’accusa una cordata di aziende del settore (tra cui figurano Ericsson, Nokia, Texas Instruments, Broadcom, NEC e Panasonic) convinte del fatto che Qualcomm abbia deciso volutamente di gravare sulle licenze per lo sfruttamento della tecnologia da lei prodotta e indirizzata ai cellulari di terza generazione.

Poichè Qualcomm detiene i diritti per quanto riguarda gli standard CDMA e WCDMA utilizzati nelle comunicazioni tra apparecchi mobili, chiunque desideri adottare tali tecnologie deve pagare una ingente somma di denaro per acquisirne le licenze; un prezzo decisamente troppo elevato secondo le società concorrenti e che infrange le regolamentazioni in merito ai costi dei brevetti. «Loro affermano che Qualcomm non rende disponibili i diritti delle sue proprietà intellettuali […] a condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie», ha dichiarato il portavoce dell’Unione Europea Jonathan Todd. Il presidente di Qualcomm Steve Altman ha fatto sapere come la società intenda offrire piena collaborazione all’indagine pur ritenendosi estranea all’imputazione: l’indagine non potrà che offrire alla società in questione l’opportunità di «dimostrare che le lamentele sono senza fondamenta e mosse da speculazioni puramente commerciali».

L’avvio del procedimento antitrust non vuole costituire una prova di colpevolezza nei confronti di Qualcomm, ma semplicemente l’avvio di una profonda investigazione sul suo operato che potrebbe protrarsi anche per un paio d’anni.

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