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Emittenti TV italiane a scuola di Web 2.0

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C’è una parola che forse più di altre riassume efficacemente il concetto di Web 2.0: condivisione. La blogosfera è riuscita a crescere a ritmi esponenziali grazie alla capacità dei suoi utenti di mettere in condivisione idee, materiali, riflessioni e link. Che condividere fosse la chiave per il successo lo compresero molto bene gli sbarbatelli che nel febbraio del 2005 crearono YouTube. Consentendo ai navigatori di sperimentare, confrontare e integrare nei propri blog i contenuti audiovisivi, YouTube è cresciuto esponenzialmente divenendo un “caso di scuola” soprattutto per le tante media company alle prese con le novità del Web.
Ma come se la sono cavata in Italia i media tradizionali alla scuola di YouTube? Restando a fior di metafora, proviamo a compiere un giro nelle classi delle tre più importanti emittenti televisive nazionali…

Classe Rai
Il primo produttore di cultura in Italia, almeno così si dice da cinquant’anni a questa parte, ha compiuto diversi passi per offrire i propri contenuti multimediali sul Web. Dopo aver innaugurato il canale RaiClick per la visione gratuita on-demand e a banda larga di alcuni suoi contenuti, Mamma Rai ha impiegato numerosi anni per approdare al nuovo portale di video Rai.tv, sui cui server vengono riversate ogni giorno decine di programmi televisivi andati in onda sui canali dell’emittente pubblica. Bella la grafica, discreta l’usabilità dell’interfaccia, ma discutibile la scelta di rendere completamente blindato il sito Web. I video proposti in streaming utilizzano prevalentemente Windows Media Player, con evidenti difficoltà per gli utenti Mac e Linux che non possono sempre contare sulla più versatile versione in Flash. Il portalone, poi, non consente in alcun modo di esportare in altri siti Web i filmati con l’ormai famosissima funzione “embed”, uno dei segreti del successo di YouTube.
La Rai è intelligente, ma non si applica.

Classe Mediaset
Dopo i primi timidi tentativi di alcune singole trasmissioni televisive, tra tutte ricordiamo Le Iene, i canali del biscione possono contare da alcuni mesi sul portale Mediaset Video per diffondere i loro contenuti sul Web. L’interfaccia grafica è però molto confusa e anche l’usabilità potrebbe essere migliorata. Analogamente a Mamma Rai, anche Mediaset ha optato per un sistema chiuso che non consente la condivisione dei filmati proposti in streaming. L’impostazione del nuovo portale Rivideo non si discosta molto dal fratello maggiore Mediaset Video, ma in questo caso i filmati sono messi a disposizione a pagamento (al momento il catalogo comprende principalmente episodi di fiction e serie TV).
Mediaset avrebbe le potenzialità per “sbranare” il Web, ma per ora pare ferma all’aperitivo. Rimandata.

Classe La7
Da pochi mesi, la7 ha completamente rinnovato il proprio sito Web, alleggerendone grafica e struttura dei contenuti. A differenza di Rai e Mediaset, l’emittente della Telecom ha optato per un unico portale onnicomprensivo in cui integrare i propri contenuti video a quelli testuali. I filmati sono disponibili nel pratico formato in Flash con una compressione variabile a seconda della loro durata, che in alcuni casi supera i trenta minuti. Ciò che però rende la7 la prima della classe è sicuramente la possibilità di condividere tutti (tutti!) i filmati messi ogni giorno a disposizione dall’emittente sul portale con una funzione “embed” analoga a quella utilizzata dal “maestro” YouTube. I video sono – per ora – privi di spot pubblicitari o annunci e coprono buona parte della programmazione de la7, che dimostra così di avere una visione più aperta rispetto all’emittente di Stato e a Mediaset, ancora ferme al palo della velata diffidenza verso il Web e la libera condivisione di contenuti…
Speriamo si mettano presto a copiare dalla prima della classe!