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Il titolo di questo post non è il codice fiscale di Jar Jar Binks, il maldestro alieno di Star Wars. Come i distillatori di sms avranno ormai capito, il titolo è la riduzione del messaggio “Come volevasi dimostrare non hai capito questo testo”, la postilla in calce all’interessante Guida all’utilizzo responsabile del cellulare. Nato dalla collaborazione di Vodafone e dell’associazione Save the Children, il breve manuale [pdf] si prefigge l’arduo obiettivo di spiegare agli analfabeti del cellulare i possibili pericoli cui possono andare incontro i loro figli.

Attraverso una ventina di pagine, la guida spiega con parole semplici ed esempi pratici a che cosa serva praticamente un cellulare e che cosa significhi farne un uso responsabile. Si va dai fondamentali come gli “squilli” e i messaggi SMS alle funzioni più complesse come i messaggi multimediali, l’invio di email e la produzione di brevi filmati.

Nella sezione dedicata all’uso consapevole del cellulare è interessante, seppur a tratti pittoresca, la descrizione della piccola canaglia del ventunesimo secolo: il cyberbullo.

Il bullismo assume forme differenti: fisiche (percosse, distruzione di effetti personali), verbali (minacce, insulti, derisioni) e indirette (pettegolezzi, esclusione). Quest?ultima forma di bullismo è stata amplificata dalle nuove tecnologie, che possono diventare strumenti di umiliazione: i bulli riprendono e diffondono immagini intime o private della vittima o pubblicizzano le proprie azioni violente divulgando video. Questo uso delle tecnologie è detto cyberbullismo. Quello che in un primo momento può sembrare solo uno scherzo innocente, può avere conseguenze molto fastidiose e dolorose per altre persone.
Chiunque può esserne vittima e il cyber-bullo ha la possibilità di agire in modo apparentemente anonimo. La mancanza di controllo su ciò che può essere fatto online o con il cellulare genera rabbia e frustrazione ancora maggiore, in quanto gli effetti sembrano ineluttabili.
Se si è vittima di cyberbullismo è importante non reagire alle provocazioni, ed è consigliabile parlarne con un adulto, per individuare utili accorgimenti in grado di limitarne l?azione, come conservare le tracce dei soprusi che avvengono via cellulare o via web. Il bullismo è severamente punito sia dalla disciplina scolastica – è prevista anche l?espulsione dalla scuola – sia dal codice penale.

Il fenomeno ha assunto negli ultimi tempi una deriva a tratti inquietante, ma nel suo complesso la descrizione fornita dalla guida appare eccessivamente allarmistica: non è sempre detto che l’assenza di consapevolezza sia accompagnata dalla assenza dell’uso della ragione.
Nel complesso, comunque, la guida si configura come uno strumento per chi è completamente a digiuno sull’argomento e vuole avere qualche informazione in più su che cosa potrebbe combinare il proprio pargolo con un semplice SMS.

Un interrogativo un poco provocatorio però rimane: considerata la densità di cellulari in Italia, a parte qualche monaca di clausura, a chi può essere davvero utile un manuale del genere?

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