QR code per la pagina originale

ICANN libera tutti

L'ICANN ha deciso: dal 2009 si potrà registrare qualsiasi dominio previa presentazione di esplicita richiesta a prezzi pattuiti. I possibili problemi sono però molti e si attende ora un regolamento attuativo prima di dare il via alla critiche

,

La tutela dei diritti acquisiti sarà uno dei punti dolenti primari. Tale aspetto sembra dividersi soprattutto in due ambiti principali: la tutela dei brand da una parte la tutela dei domini pregressi dall’altra. I nuovi domini proposti, infatti, non dovranno né andare ad approcciare brand esistenti e registrati, né tantomeno andare a scimmiottare domini già esistenti (un .con o un .orc sarebbero letali sotto vari punti di vista). Ogni proposta, pertanto, dovrà ricevere adeguata pubblicità, dovrà avere un lungo periodo di “sunrise” per permettere a tutti di valutare eventuali violazioni e, nel contempo, dovrà avere una adeguata copertura legale per prevenire qualsivoglia querelle. Non solo: a prescindere da quella che è la desinenza di dominio, il nome stesso potrebbe essere goloso per qualsivoglia cybersquatter.

A semplice titolo esemplificativo: Apple dovrebbe temere domini quali iph.one, xyz.apple, os.mac, eccetera. La tutela di cotanto ben di dio potrebbe costare non poco, tanto in termini monetari quanto in impegno e risorse umane. Il che non è certo buona notizia soprattutto per tutte quelle aziende o privati che hanno mezzi limitati per poter tutelare le proprie iniziative online. Insomma, secondo alcuni sta per iniziare un «incubo» di cui l’ICANN dovrà assumersi ogni responsabilità.

Altro aspetto cruciale è nelle speculazioni iniziali derivanti dall’improvvisa apertura del mercato dei domini. Perchè se è vero che poco più di 100 mila dollari saranno sufficienti per proporre un nuovo dominio, allora è certo il fatto che i privati ne saranno tagliati fuori in massa, mentre fior di aziende mediteranno seriamente un investimento in tal senso per assicurarsi un dominio proprio e forte. Speculare su tutto ciò sarà oltremodo facile, ma sarà compito del regolamento iniziale trovare un qualche espediente per ostacolare quanti non si approcciano al nuovo sistema con fare costruttivo. La cifra dell’investimento iniziale è un buon inizio, ma non è detto che sia sufficiente.

Ultimo ma non certo per importanza: la sicurezza. Affidare un dominio nelle mani di nuovi improvvisati registrar significherà aprire a nuove entità il controllo dei top level domain. Tali gruppi potrebbero però essere particolarmente inesperti, nonché poco attrezzati, per il compito che vanno ad assumersi. Il regolamento sviluppato dall’ICANN saprà tener fuori dal sistema quei gruppi che non sapranno dimostrare adeguate doti tecniche ed esperienziali per garantire il buon funzionamento e la durata dei domini avviati? Alla luce dei recenti attacchi in grado di affondare ICANN e IANA, oltretutto, c’è da temere non poco per l’affidabilità del sistema DNS generale, il quale d’ora in poi sarà più frammentato e meno arroccato su pochi importanti punti fermi.

E fin qui le riflessioni basate sulla logica, sull’essenziale necessità di una analisi dei fatti di fronte ad un cambiamento tanto radicale. Per i benpensanti l’approfondimento finisce qui. I malpensanti, invece, possono proseguire ulteriormente: avranno pane per i loro denti.

Notizie su: