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Afrigadget: alla scoperta di invenzioni ingegnose in Africa

Solitamente quando si sente parlare di Africa questa viene dipinta e raccontata come se esistessero due sole Afriche: una fatta di guerre e dittatori e l’altra fatta di persone che muoiono di fame. La realtà è ben diversa, accanto a questi problemi che certo affliggono da tempo il bel continente, vi sono anche realtà estremamente [...]

Solitamente quando si sente parlare di Africa questa viene dipinta e raccontata come se esistessero due sole Afriche: una fatta di guerre e dittatori e l’altra fatta di persone che muoiono di fame.

La realtà è ben diversa, accanto a questi problemi che certo affliggono da tempo il bel continente, vi sono anche realtà estremamente interessanti che, però, non “fanno notizia”, non interessano e quindi non vengono riportate.

Afrigadget è il punto di partenza per chi vuole scoprire l’Africa senza i filtri imposti dai media tradizionali, lasciandosi trasportare in un viaggio attraverso il continente alla ricerca delle invenzioni più particolari ed ingegnose che i locali hanno generato per far fronte a necessità quotidiane.

L’Africa è infatti fatta anche di tantissime persone che vogliono produrre ricchezza e migliorare l’economia del Paese, rimboccandosi le maniche e dandosi da fare. Pochi sanno, ad esempio, che in Kenya c’è una blogosfera attivissima ricca di contenuti di qualità, tanto da essere rispettata e citata come fonte autorevole di notizie.

Molti Paesi Africani stanno quindi sfruttando le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie, creando un affascinante contrasto tra economie medievali e moderne tecnologie. Anche internet viene usato con cognizione di causa come veicolo per far circolare informazioni e notizie, come ci dimostra l’aggregatore di blog Afrigator. Una lezione da imparare, forse?

Se vuoi aggiornamenti su Afrigadget: alla scoperta di invenzioni ingegnose in Africa inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

  • Enzo R.

    Francesco Federico, in suo post dell?11 settembre 2008 dal titolo suggestivo ?Afrigator: l?Africa si racconta nei blog, sei pronto ad ascoltare?? attirò, opportunamente, l?attenzione su quel continente che per molteplici ragioni ci appare più lontano e diverso degli altri. Oggi, ritorna sull?argomento proponendoci il tema da un?ottica non meno interessante della prima e chiude il suo post con una domanda: ?Una lezione da imparare, forse??. Io credo di sì, anche se è una lezione assai complessa e tento di dire perché.
    Condivido l?osservazione che Afrigadget, come peraltro qualsiasi blog ben impostato, ci restituisce un?immagine dell?Africa che i media tradizionali, per scelta o per vocazione, non sono in grado di rappresentarci. Concordo meno con l?affermazione che ?la realtà è ben diversa? (da quella dipinta dai media): io direi, più cautamente, che in Africa esistono anche realtà diverse e positive, non solo guerre e fame.
    Il sottotitolo di Afrigadget recita ?risolvere i problemi di ogni giorno con l?ingegnosità africana? e sono mostrati esempi di tecniche artigianali davvero intelligenti e interessanti. Nessuna sorpresa: non credo sia necessario ricordare che quella gente, da cui ?per li rami? sembra proveniamo noi stessi, è erede legittima dell?homo faber e dell?homo sapiens.
    Ma questa ingegnosità e capacità inventiva si esprime in un ambiente generalmente ostile ad ulteriori sviluppi. Il prodotto dell?ingegno deve essere contenuto in ambiti e funzioni tali da non attrarre gli interessi dei razziatori di turno, siano essi militari, bande armate o guerriglieri tribali poco importa.
    Le pompe ?elefante?, primitive ma utilissime, che ci mostrano le foto non sono asportabili e trasportabili facilmente, quindi poco appetibili per i malintenzionati.
    Ho l?onore di essere socio da molti anni di un?associazione di volontariato che ha realizzato in Africa un notevole ospedale specializzato in ortopedia pediatrica i cui medici locali sono oggi praticamente autonomi, dopo lunghi stages, finanziati da noi, in un centro d?eccellenza italiano. Lo stesso dicasi per un grande progetto che abbiamo avviato recentemente in altro Paese africano per combattere la talassemia (Anemia mediterranea). Cito queste esperienze, non certo per rivendicare meriti che potrebbero essere accampati da decine di organizzazioni e da operatori di ogni parte del mondo, ma per evidenziare, seppure in forma diversa, le ardue, e talvolta pericolose, difficoltà iniziali che opprimevano (o opprimono) soprattutto le popolazioni indigene.
    Sì, l?Africa si racconta anche nei blog e dobbiamo essere pronti ad ascoltare, ma con orecchio assai attento e consapevole per imparare la lezione e per fornire risposte concretamente utili.