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Lo spam è oltremodo duro a morire

Nonostante la FTC abbia recentemente bloccato una delle squadre più attive per quanto riguarda l'invio di spam, il traffico di email spazzatura non sembra aver subito una grossa flessione, segno di come la macchina dello spam sia difficile da fermare

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La Federal Trade Commission statunitense ha recentemente segnato un grosso punto a proprio vantaggio nella battaglia contro la mail spazzatura, bloccando un importante network internazionale conosciuto come HerbalKing, responsabile dell’invio giornaliero di qualcosa come 10 miliardi di email, pari a un terzo dello spam che intasa costantemente le caselle di posta di tutto il mondo. Nonostante il successo dell’operazione, il flusso di spam all’interno della grande rete non sembra aver subito una flessione significativa, segno di come molto probabilmente il sistema dietro al fenomeno dello spam sia molto automatizzato, rendendo molto semplice il passaggio di consegna ad altri gruppi coinvolti in tale attività.

IronPort, azienda specializzata nel tracciare il volume di spam in tutto il mondo, aveva registrato 183,5 miliardi di messaggi spazzatura il giorno stesso in cui l’FTC aveva ottenuto l’ingiunzione contro il gruppo HerbalKing; il week end successivo, i messaggi di spam sono stati 142,4 miliardi, un valore apparentemente normale considerando il fatto che si trattava del fine settimana. Nel corso della settimana, quindi, le email spazzatura, le quali costituivano normalmente il 90,9% di tutta la posta, sono arrivate a rappresentare l’89,7% di tutte le email inviate. Si tratta di una differenza veramente minima, in special modo se si considera che la percentuale di scarto potrebbe rappresentare nient’altro che rumore di fondo.

La forza del gruppo capitanato da Lance Atkinson è stata di aver creato una rete di alleati inconsapevoli, ovvero circa 35.000 computer zombie che, dopo essere stati infettati da malware, hanno iniziato a loro volta ad inviare messaggi di spam. Ora che Atkinson è perseguitato dall’FTC, il controllo dei botnet potrebbe essere quindi stato facilmente passato di consegna, permettendo così che l’invio di spam continuasse quasi imperturbato. L’unico modo per combattere il fenomeno alla radice consisterebbe nel tenere costantemente sotto controllo i propri computer, evitando così che del codice malevolo possa trasformarli in inconsapevoli motori di spam.

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