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Atari Video Computer System

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Quando la popolarità di Pong iniziò la parabola discendente e la Fairchild introdusse il Channel-F (la prima console ad usare cartucce ROM), Atari realizzò che il mercato dei videogiochi casalinghi stava per subire degli stravolgimenti a cui si sarebbe dovuta adeguare in fretta per mantenere la sua leadership.

Era tramontata l’era delle console che erano in grado di eseguire un singolo gioco, così nel 1976, Atari avviò il progetto Stella, una nuova piattaforma per videogiochi su cartuccia.

Durante la fase di sviluppo Atari investì molte risorse ma i fondi non erano sufficienti per completare il progetto e metterlo in produzione. Nolan Bushnell, lo storico fondatore dell’Atari, alla disperata ricerca di capitali, decise di vendere in blocco tutta la compagnia alla Warner Communications per 28 milioni di dollari nell’ottobre del 1976.

La Warner credeva molto nel progetto Stella rinominato, senza troppa fantasia, Video Computer System e soprattutto nella possibilità di vendere software per il nuovo sistema e ci investì altri 100 milioni di dollari.

Il VCS vide la luce nell’ottobre del 1977 e fu messo in vendita al prezzo di 200 dollari.

Come il Channel-F, introdotto con un anno di anticipo dalla Fairchild, il VCS era basato su una CPU ed era in grado di eseguire giochi diversi, semplicemente sostituendo la cartuccia.

Ma le potenzialità dell’hardware erano decisamente superiori: la CPU MOS Technology 6507 a 1,19 MHz (una versione ridotta del famoso 6502) con 128 byte di RAM era in grado di visualizzare una grafica a 160×192 pixel.

Il numero dei colori a disposizione era differente a secondo del sistema televisivo usato (128 per l’NTSC, 104 per il PAL, solo 8 per il SECAM); i colori a schermo erano ovviamente un piccolo sottoinsieme, dipendevano anche dagli sprite gestiti in hardware e dai trucchi software usati dai programmatori.

Atari dette seguito agli accordi già siglati con Sears per la distribuzione di Pong: Sears commercializzava la propria versione del VCS (chiamata “Sears Video Arcade”) e i giochi sotto la propria etichetta “Tele-Games”, Atari aveva in cambio un enorme canale di distribuzione attraverso la rete di Sears che contava centinaia di negozi in tutti gli USA.

All’inizio le vendite non decollarono come tutti si aspettavano, il parco software era limitato e c’era un gran numero di giochi elettronici molto popolari e più economici, come Simon ad esempio.

Per la definitiva consacrazione del VCS bisognò aspettare il gennaio del 1980 quando la conversione di Space Invaders diventò la vera killer application.

Il VCS fu ribattezzato Atari 2600 nel 1982 quando fu presentato il modello di nuova generazione, l’Atari 5200.

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