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Motorola, trimestrale al tracollo

L'ultima trimestrale Motorola è la fotografia di un salasso che perdura ormai da tempo e che è sfociato in 3.6 miliardi di perdite nel Q4 2008. Via il CFO, sospesi i dividendi agli azionisti. In giornata la borsa apre a -10% ed il futuro è grigio

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I numeri dell’ultima trimestrale Motorola sono una sorta di bollettino di guerra, dalla parte degli sconfitti. I tempi d’oro non sembrano ancora neppure troppo lontani, eppure si deve giocoforza guardare al futuro perchè l’equilibrio è precario e la pressione è tanta: l’azienda appare oltremodo fragile.

L’ultima trimestrale ha riconsegnato per il gruppo un passivo da 3.6 miliardi di dollari (solo un anno prima il trimestre si chiudeva in attivo di 100 milioni di dollari), un buco ben difficile da digerire ed altrettanto difficile da sanare. I primi effetti sull’ecatombe non tardano ad arrivare: in primis lascia il posto il Chief Financial Officier Paul J. Liska, sostituito all’istante da Edward J. Fitzpatrick. Sospeso inoltre, ogni dividendo agli azionisti: l’azienda ha assoluta necessità di evitare ulteriori salassi e lo stringente bisogno di capitali freschi impone l’immediata manovra correttiva.

Il gruppo ha ottenuto risultati in linea con le attese, il che dovrebbe sostanzialmente limitare l’impatto immediato sulle borse. 7.15 miliardi di vendite, 1.56 dollari di perdita per ogni singola azione, 19.2 milioni di dispositivi venduti. Il mercato Motorola è in calo anno-su-anno del 51%, con perdite concentrate però soprattutto nel campo della telefonia. Altri comparti, pur senza punte di eccellenza, salvano il trimestre pur senza la minima possibilità di compensare le difficoltà provenienti nel ramo che fino a pochi mesi or sono rappresentava il punto d’eccellenza del gruppo. Per il trimestre in arrivo nulla di nuovo all’orizzonte: una ulteriore perdita di 10/12 centesimi per azione, il che va a rincarare la dose rispetto a quanto si attendevano gli analisti (i quali prevedevano per l’inizio del 2009 perdite contenute a 6 centesimi diluiti).

Per l’anno venturo l’azienda conta di tagliare i costi di almeno 1.5 miliardi di dollari, il che si tramuterà giocoforza in seri tagli del personale (4000 unità sono già state ufficialmente depennate, 3000 circa delle quali dal comparto telefonico). Le azioni del gruppo valevano 20 dollari ad inizio 2006, 15 dollari ad inizio 2008, 4 dollari oggi. La seduta odierna apre a -10%.

Secondo gli analisti c’è poco da sperare anche per il medio periodo. Il gruppo ha anzitempo annunciato di voler scommettere su Android e così la prossima generazione di dispositivi consegnerà il proprio cuore al software di Mountain View. La soluzione non sembra però sufficiente a risanare un comparto in caduta libera, tanto penalizzato da essere ormai la pietra dello scandalo in una trimestrale priva di spunti di speranza. Gli esperti sentiti da Reuters convergono: il momento appare privo di uscita ed Android non è un elemento in grado di differenziare il gruppo rispetto alla concorrenza. Prima che la Motorola esca dal buco che si è scavata, insomma, ci vorrà molto tempo.

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